Spinaci a catinelle – ravioli con ricotta e spinaci

Un giorno, quasi di punto in bianco, dopo 7 anni dalla mia nascita, mia madre scelse l’emancipazione. Nel pacchetto, come fosse diventato indispensabile alla missione di lavoratrice imperitura, decise di dismettere, in via pressocchè definitiva, mantestino (grembiule) e cucchiarella.

Lavatrici, pavimenti, accudimento prole e organizzazione familiare si, cucina NO. Cucina stop. Spesa settimanale NO. 
Devo ammettere che ho ricordi vaghi di come ebbero realmente luogo le dimissioni di mia madre dai fornelli e non riesco a ricordare se il passaggio del testimone a mio padre fu conseguenza diretta dell’irrevocabile decisione di mia madre o se la fissazione di mio padre per la cucina la precedette, fatto sta che
dal 1990 le redini passarono a lui.
Ancora oggi (e leggendolo si arrabbierà ancora e ancora) quando mi chiedono da chi ho imparato a cucinare, io rispondo sistematicamente da mio padre. Il che è naturalmente vero in parte, perché se il mio primo sughettino ho potuto metterlo su a 8 anni, forse nei 7 precedenti lo avevo visto fare a mamma milioni di volte, ma è pur vero che se so cos’è dell’anice stellato (mamma, ammetti di non sapere cos’è!!!!) e se possiedo 30 coltelli diversi per ogni tipo di esigenza, che sia sfilettare un drago o affettare delle verdure (e non lo stesso per una patata e una melanzana, per caritá), questo è merito di mio padre, che da allora, ben prima che la moda della cucina -che io per prima cavalco al galoppo-  dilagasse, ha una passione mai sopita per la gastronomia e i suoi sentieri più tortuosi e fantasiosi.
Detto questo, se uno non cucina (ovviamente con qualche rara eccezione domenicale e festiva) da circa 25 anni, di certo non saprà neanche più fare la spesa e di conseguenza non sarà neanche in grado di valutare costo, qualità reale dei prodotti e quantità “a occhio” di quello che serve ai fabbisogni.
E infatti, non mi sarei dovuta sorprendere più di tanto quando le ho chiesto di comprarmi 5 prodotti ortofrutticoli e al momento della consegna mi sia ritrovata con una quantità di vegetali buoni a coprirmi l’intero 2014. Tanto per fare un’esempio, ho fatto 5 cotte separate di spinaci e in frigo ho 5 melanzane di quelle tonde, grandi come palle da rugby e del peso di 2,800 kg.
Insomma, per farla breve, mi sono dovuta industriare e pensare, compatibilmente con i miei progetti di astinenza forzata dal cibo (leggi dieta pro costume) allo smaltimento di tale abbondanza.
Dopo aver mangiato per pranzo spinaci come se non ci fosse un domani, sono stata presa dallo sconforto. I miei sforzi per abbassare il livello della montagna verde davanti ai miei occhi, sembravano vani.
Dunque, dunque tortelli ricotta e spinaci.
E dunque congelo gli altri 200 metri di spinaci strizzandoli per bene, formando delle pallette mono porzione e ficcando le dannate verdure in un sacchettino a chiusura ermetica.
E no, alla fine della fiera non mi sento affatto più forte di Braccio di Ferro, semmai emaciata e brutta come Olivia.

Ravioli ricotta e spinaci


Ingredienti:

Per la pasta fresca all’uovo
300 gr di farina
3 uova grandi
Un pizzico di sale

Per il ripieno
250 gr di ricotta romana fresca
Una macinata abbondante di noce moscata
4 mazzetti di spinaci sbollentati e tritati
4 cucchiai di parmigiano reggiano 
Sale

Cari puristi della pasta fresca fatta in casa, sappiate che per non deludervi, mi sono armata di spianatoia in legno e buona volontà per  produrre i miei ravioli, ma sappiate anche che faccio parte di quella categoria di amanti delle facilitazioni tecnologiche e che quindi se la farina la buttate nella boule della vostra impastatrice e ci menate le uova come capita invece di metterle a fontana su un piano di legno creando un vulcano ricolmo di colesterolo, non solo avrete tutta la mia stima, ma anzi io proprio farei così.

Per cui, in qualunque modo vogliate procedere, lavorate l’impasto fin quando non sarà liscio e aggiungete, se occorre, quel tanto di farina che servirà a staccare l’impasto dalle vostre mani o dalle pareti della vostra ciotola.
Una volta asciutto e con un aspetto decente, la vostra palla di pasta va lasciata riposare e asciugare almeno una mezz’oretta all’aria aperta.
Prendete i terrosi spinaci, staccatene le foglioline sane e verdi, sciacquate abbondantemente e date un bollo velocissimo in acqua salata quel tanto che basta ad ammorbidirli. Poi, per rimanere in tema di facilitazioni, buttate tutto nel mixer e tritate, senza tuttavia ridurre in poltiglia.
In una ciotola lavorate la ricotta per ammorbidirla, aggiungete un pizzico di sale, una generosa tritata di noce moscata, 4 cucchiai di parmigiano e i vostri spinaci tritati.
Prendete ora la macchina della pasta di nonna papera o un matterello , armatevi di manciatelle di farina all’occorrenza e ricavate delle sfoglie sottili un paio di millimetri dove adagerete delle noci di ripieno distanziate 5 cm l’una dall’altra. Coprite le sfoglie farcite con quelle senza farcitura e con le mani ‘a coppetiello’ ( per la traduzione guardate la foto) rigirate intorno al ripieno applicando una pressione che farà uscire tutta l’aria e sigillerà i due strati.

 

Ora prendete un coppa pasta o un taglia biscotti o anche una rotella liscia da pizza o una dentata da ravioli, insomma, date la forma che volete a questa pasta e il gioco è fatto.

Una blogger seria, una volta preparato un sughetto con dei pomodorini freschi per condire il risultato di cotanta fatica, non avrebbe mangiato il tutto esclamando ‘oh cacchio, non gli ho fatto neanche una foto’.
Una blogger seria però.
P.p.s. Potete condire il tutto anche con burro fuso e una vagonata di parmigiano oppure riporre tutto in freezer e mangiarli quando ne avrete voglia, poi se volete, fatemi vedere una foto del risultato.

1 Comment

  • gloria crisafo ha detto:

    complimenti per la ricetta da tua madre che come dici tu ha deposto le armi più di vent'anni fa
    ( beh! i miei amici non sarebbero d'accordo su tale affermazione!!!….e neanche tuo padre!)
    è proprio vero che spesso l'allievo supera il maestro!!!
    comunque preparameli perché non li ho assaggiati … stasera vengo a cena!!!! mum.

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