Impertinenze acquatiche – tiramisù

Nuotavo in linea retta.

Si, sono una nuotatrice seria, attenta al bordo e ai limiti del mio spazio.
Quindi stile libero, dritta come un fuso.
200 metri e un esercizio che prevede la respirazione prima ogni 2, poi ogni 4, poi ogni 6 bracciate.
Quando nuoto mi limito a contare, concentrarmi sul respiro e sulla coordinazione motoria.
Il nuoto è meglio dello yoga, costa 1/5 di una seduta con lo strizza cervelli, mi permette di non auto fustigarmi quando mi vedo di nascosto con il cioccolato e mi tira anche su il sedere.
Dunque il fatto increscioso cui stamattina sono stata involontariamente sottoposta, mal si colloca e mal si addice al valore terapeutico che attribuisco a questo sport solitario che mi costringe con me stessa senza tuttavia scatenare la minima guerra con il mio io.
Quindi 2 bracciate,respiro.
Quindi 4 bracciate, respiro.
Quindi 2,3,4. Sbam.
Sbam come
in un fumetto, perché un urto nell’acqua non ha un equivalente onomatopeico corrispondente.
La coordinazione motoria nel nuoto è importante.
I piedi non si muovono oscillando con le braccia, ma paralleli fra di loro e al fondo della piscina.
Il corpo è dritto.
Le braccia si alternano ritmicamente.
Un braccio entra, l’altro esce.
La forza va dosata, il corpo controllato.
E questo vale per chi nuota e si concentra e ottimizza al massimo lo sforzo fisico.
Ma no, non valeva per il ragazzetto che procedeva in un’indecorosa versione dorso, che lo ha portato prima al centro della corsia e poi nella mia, in direzione opposta.
Quindi sbam.
Dolore? No. Un urto piccolo, niente di che davvero.
Ci fermiamo, lui mi guarda e poi il misfatto.
– MI SCUSI SIGNORA. E guardava me l’impertinente.
Io lo guardo esterrefatta, ma come si permette?
– CE L’HAI CON ME?- si, l’ho detto proprio con lo stesso sguardo folle di Bob De Niro.
– SI MI SCUSI, NON MI ERO ACCORTO DI ESSERE FINITO NELL’ALTRA CORSIA. Recidivo.
– SCUSA UN PO’,MA QUANTI ANNI HAI? Lo attacco senza il minimo controllo.
– 23. Risponde il malcapitato
– E TI SEMBRO UNA SIGNORA? Brutto, brutto, brutto cattivo.
Rossore e imbarazzo. Lui.
Sguardo accigliato e occhi infuocati. Io.
– NO, NO. SCUSAMI. E scappa. Scappa infilando quella testolina paonazza nell’acqua, confuso dall’interrogatorio e dimentico del suo dorso sgraziato,virando verso uno stile sicuro, quello libero.
Libero probabilmente dalla signora pazza, con gli occhi infuocati e con un appuntamento con i suoi 31 anni, che, come aveva previsto, non poteva avvicinarsi sotto i peggiori auspici.
Quindi, mai come questa volta, mai ricetta fu più consona al mio stato d’animo.
Tirami(unpòpiù)su

Ingredienti per 8 persone golose, 10 con la pancia piena oppure 25 partecipanti ad un ricco buffet.
6 uova freschissime,freddissime e grandi
6 cucchiai di zucchero
2 gocce di limone e un micro pizzico di sale
500 gr di mascarpone
Il caffè di tre moke da 3 tazze
Savoiardi (c.a. 50 biscotti)
Cacao amaro in polvere
Il tiramisù è un dolce semplice, che mi ha permesso negli anni di ricevere molti complimenti senza il minimo sforzo.
Ma bisogna dirlo, come il nuoto ha le sue regole e per la sua buona riuscita bisogna seguirle precisamente, onde evitare di urtare qualcuno o nel caso del dolce, produrne una versione liquida.
Le uova devono essere freschissime, ma soprattutto freddissime.
Il bianco non deve contenere tracce di rosso e va riposto in frigo mentre il tuorlo monta.
I savoiardi vanno bagnati nel caffè velocemente, nè troppo poco (non devono “croccare”), nè troppo a lungo (non devono spappolarsi).
Procediamo.
Mettete su il caffè e fatelo raffreddare amaro.
Separate in due ciotole fredde ( mettetele 10 minuti in freezer insieme alle uova prima di cominciare) i tuorli dagli albumi.
Aggiungete 2 gocce (goccia non vuol dire cucchiaino) e un pizzico piccolo di sale agli albumi e montateli a neve ferma con una frusta. Riponete la ciotola in frigo.

Unite ai tuorli 6 cucchiai abbondanti di zucchero e montateli a velocità alta con una frusta fin quando il composto non risulterà spumoso e gonfio. Se volete essere certi che sia pronto, assaggiate e verificate che lo zucchero si sia dissolto completamente. Dovranno passare almeno 10 minuti, siate pazienti.

 Aggiungete al composto il mascarpone 
in tre fasi a velocità media.

 

Riponete le fruste e con un lecca pentola in silicone, aggiungete i bianchi a mano con movimenti lenti dal basso verso l’alto in modo che il composto incorpori molta aria e allo stesso tempo non si smonti.

Prendete ora una teglia o come nel mio caso dei bicchierini mono porzione e alternate ad uno strato di crema abbondante, una fila di biscotti intinti velocemente nel caffè fino a riempire.

Spolverizzate con il cacao amaro e riponete in frigo per almeno 4 ore, ma meglio 6-8.

Ora tiratevi su e ragionate sul fatto che un eccesso di educazione, talvolta verrà scambiato per il suo opposto e sul fatto che signora potete dirlo a vostra madre, ma non a me.

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