Mamme, oltre, tutto – fiori di zucca ripieni

Le seggioline con seduta e schienale di legno su cui abbiamo poggiato i nostri sederini fin quando per alcuni non sono diventati dei sederoni, sono le classiche sedie scolastiche che tutti conosciamo.

Ma la memoria ha un limite temporale e non ricorderete o non immaginate che anche gli asili ne usano una versione identica, ma miniaturizzata.
In una stanza ampia, luminosa e coloratissima, circa 20 esemplari delle suddette erano disposte in un ovale, al cui centro erano disposte a raggio, cartellette contenenti importanti manufatti artistici prodotti da esseri la cui età era ancora espressa in mesi, 20 nel caso di Claudio.
La prima riunione di classe cui ho partecipato nella mia vita di mamma, aveva, nelle aspettative personali,
un valore incalcolabile. 
Avrei conosciuto degli esemplari maschili e femminili nella mia stessa condizione, stretto amicizia, condiviso esperienze, diviso pomeriggi e accompagnamenti.
Una volta seduta, la scena paradossale di una serie di di giganti usurpatori del regno dei piccoli nani era quello che mi si parava davanti, il problema reale però, era il fatto di sentirmi uno gnomo, un piccolo elfo, un essere simile ma diverso, che parlava la lingua non ufficiale della stessa foresta.
Per farvi capire la sensazione, era come se fossi arrivata a casa per il mio compleanno e al posto dei miei amici avessi trovato una riunione di classe dei miei genitori.
Perché di quello si trattava, madri e padri che potevano essere, per età, i miei.
I miei natali erano 22, ma gli altri partecipanti potevano metterne sul piatto 32 nel migliore dei casi e 45 nel peggiore…l’età che aveva allora mia madre, per l’appunto.
Sconforto e una certezza: ai primi 20 mesi da mamma senza mamme amiche ne sarebbero seguiti, pessimisticamente, un numero pari agli anni che mi rimanevano da vivere.
Quindi la più piccola, sempre la più piccola, la maledizione della più piccola.
In effetti più che mesi, possiamo storicamente -fatta eccezione per alcune mamme di amichetti di Claudio con cui ho un rapporto piacevole- dire che passarono degli anni, 6 per la precisione, quando nello stesso asilo, ma con un figlio diverso, il secondo, si palesò una coppia, così bella, fresca e giovane, che mi venne istantaneamente voglia di abbracciare e ringraziare per la loro sola esistenza.
Chiamatelo intuito, chiamatelo desiderio, chiamatela fortuna, ma ad oggi posso dire che la regola dell’attesa rende sempre la felicità più speciale e che Annamariae il suo Squinzio, per rendere l’idea, sono la coppia che attualmente divide con noi la casa delle vacanze, dove la nostra piccola ciurma di infanti, i miei due maschi e le sue due splendide pupette, scorazza felice e armonica (naturalmente si prendono a botte almeno 5 volte al giorno, ma dormono abbracciati, lo giuro).
Ci sono cose che ci accomunano che vanno ben oltre la comune lontananza dalla menopausa, come ad esempio il fatto di essere mamme severe, ma non ansiose, di essere delle casalinghe onniscienti, ma non disperate, di amare pinterest, Google e youtube, di produrre in casa anche cose che ci costerebbe meno comprare in termini di soldi e fatica, ma che abbiamo la presunzione di ritenere più belle solo perché fatte con amore.
Prepariamo feste per i nostri figli con un impegno e una programmazione anticipata di mesi, e sappiamo ascoltarci durante i nostri pomeriggi sorseggiando chi The, lei, e chi caffè, io.
Ci sono sere in cui in compagnia dei mariti o senza, reggiamo felici bottiglie di birre o calici di vino e ci sono momenti che Annamaria può raccontarvi lei stessa.
Si, perché oltre ad essere mamme, amiche, mogli, siamo blogger.
E quindi tra le sue numerose qualità c’è anche quella di scrivere un divertente blog, Maison Cataratta e di avermi insegnato le poche cose che so sull’argomento. 
Naturalmente, non parlo di un essere perfetto perché Annamaria un difetto ce l’ha:
Annamaria non ha ancora 30 anni.
Annamaria è più giovane di me.
Ciurilli mbuttunati a 4 mani (fiori di zucchine farciti e fritti preparati dalle mani mie e da quelle di cataratta)
Ingredienti
Per il ripieno
20 fiori di zucchine
250 gr di ricotta fresca di pecora
150 gr di provola fresca di agerola o provolone affumicato 
3 cucchiai di pecorino grattugiato 
Una cipolla
Pepe nero macinato
Olio evo
Sale q.b.
Per la pastella
Un tuorlo 
200 gr di farina 
250 ml di acqua ghiacciata 

 

A Procida, dove le nostre famiglie risiedono già da 2 settimane, facciamo una vita bucolica e sana.
Stamattina la contadina ci ha regalato una enorme quantità di fiori di zucchine e abbiamo deciso che dopo giorni di felici insalate di riso e verdure di qualunque genere, possiamo concederci una frittura fatta per bene.
 Prima di fare qualunque cosa, mettete in freezer una tazza piena d’acqua.
Per cominciare, soffiate sui vostri fiori, apriteli delicatamente, rimuovete il pistillo all’interno e con un tovagliolo umido dategli una pulita veloce, ma anche no.

Prendete 8 dei vostri fiori, eliminate il gambo e tagliatelo in striscioline sottili, fate lo stesso con una cipolla piccola e mettete il tutto a soffriggere molto velocemente in due cucchiai di olio evo, sfumate con un goccio di vino.

Prendete la ricotta e lavoratela con 3 cucchiai di pecorino, una manciata di pepe, un pizzico di sale, la provola tagliata a cubetti piccoli, due foglie di basilico spezzettato e il soffritto.
Aprite i vostri fiori e farciteli a seconda della grandezza con una quantità non strabordante di crema.

Ora riempite un pentolino dai bordi alti con un quantitativo d’olio di girasole sufficiente ad immergerveli e fate riscaldare.

Nel frattempo, rapidamente, prendete un uovo dal frigo, ricavatene un tuorlo, aggiungete un pizzico di sale, l’acqua e sbattete velocemente. Aggiungete la farina setacciata e lavorate velocemente non badando ai grumi.

Immergete il fiore, ma non il gambo, e adagiate nell’olio. Fate dorare senza annerire e scolate su un tovagliolino di carta assorbente. 

Se volete preparare un’insalata di pomodori comprati dalla stessa contadina e preparare un letto per i fiori, è il momento giusto per andarci a dormire.

P.s. Mi auguro per voi che la vostra cucina delle vacanze sia un tantinello più attrezzata della nostra, perché una bella frittura ha bisogno di una buona pentola e svariati attrezzi.

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