Matrimonio vincente – contest cirio

Che tre cose siano ben chiare a chi non mi conosce.

Arrivo sempre con un ritardo che varia da 5 a 10 minuti, che sono chissà perché l’unica a ritenere elegante.
Sono dipendente dalle righe,per cui compro ad ogni ondata di saldi una quantità di vestiti esattamente identici a quelli dell’anno precedente, nonostante mi ostini a ripetere ad amiche e parenti che è il taglio di un vestito a farne la differenza.
Non so camminare sui tacchi o sulle zeppe o su qualunque cosa non mi tenga la pianta del piede saldamente incollata a terra.
Quindi mercoledì, rientrata a Napoli alle ore 14.45 ho pensato bene di cercare un outfit che prevedesse delle righe (un pantalone palazzo probabilmente studiato per una ragazza alta 2.20), un andamento sbilenco (un paio di zeppe da 12 cm che compensassero la lunghezza dei pantaloni) e un ritardo mostruoso, che ho recuperato in parte chiudendo gli occhi sul tachimetro.
Per cui arrivo a Nola, alla Città del Gusto del Gambero Rosso con un elegante
ritardo di 10 minuti, un passo incerto, i piedi doloranti dopo appena 4 passi, un rossetto rosso impeccabile, la borsa sotto braccio e un imbarazzo di notevole portata dopo aver realizzato di essere stata l’unica a spendere le due ore precedenti all’evento, in un camerino di un negozio.
Ma ci sono, ufficialmente invitata come food blogger e scrittrice alla prima edizione della ‘Galleria del Sapore Cirio’ evento cui ho partecipato grazie a Maria Chiara digital pr, organizzatrice di eventi,food blogger ed evidentemente mia lettrice 

 

Onoratissima, emozionata e con un principio di logorrea che al terzo bicchiere di moet e Chandon poteva dirsi definitivamente galoppante, conosco altre persone, con diverse esperienze nello stesso ambito, rido,chiacchiero e mi diverto.
Poi arriva il momento della gara, una versione friendly della mistery box di masterchef, dove ogni partecipante ha trovato 3 ingredienti a sorpresa con cui realizzare un piatto inventato sul momento.
Non voglio nascondere che una punta di delusione mi ha pervaso quando ho scoperto che la mozzarella (uno dei miei cibi preferiti sulla terra, per carità) era il mio ingrediente principale, considerato che cucinarla sarebbe stato un’offesa alla sua bontà e al dio della cucina.
La cosa che mi rende fiera è che al posto di una tremenda tremarella e di uno stato d’ansia che credevo mi avrebbero resa un’idiota totale, mi sono ritrovata con una versione di me stessa sconosciuta, più simile ad un chirurgo o un serial killer che ad una cuoca.
Infilo il grembiule a doppio giro, ci ficco dentro lateralmente una pezzetta, lavo le mani, prendo il cesto, mi avvio verso la dispensa e prendo 3 cose: 2 melanzane, 3 spicchi d’aglio, un cipollotto (che non ho usato) e torno in postazione.
Senza pensarci troppo taglio le melanzane in fette molto sottili e le passo in una padella (di una qualità che a casa sogno) con un filo d’olio e uno spicchio d’aglio. Ottengo una via di mezzo tra una melanzana arrostita e una fritta, dall’aspetto davvero invitante.
Metto su un altro pentolino, mi allontano per prendere due cucchiai, brucio tutto e ricomincio (fornello ad induzione questo sconosciuto).
Faccio un sugo veloce con la e molte foglioline di menta.
Rifletto, come se fosse solo a questo punto un’azione necessaria.
Decido per una mousse di mozzarella e menta, sperando non sia una schifezza.
Il risultato ha sorpreso il mio palato.
Compongo il piatto, un bel piatto che a casa non ho, alzo lo sguardo e vedo persone che impanano, impastano, friggono, sudano, corrono.
Dopo 25 minuti il piatto era pronto. Un aperitivo, un finger food di una semplicità disarmante, ma buono, fresco e con ogni sapore ben distinto. Me la gioco pensando di non avere speranze.
Tanto perché avevo ancora circa un’ora di tempo che non avrei usato, decoro il piatto e lo impiatto, manco mi fossi reincarnata in una chef vera anziché la casalinga che sono.
Gli do un nome bizzarro, lo chiamo matrimonio di convenienza, pensando che la mozzarella avrebbe voluto fare l’amore con il basilico, ma ha dovuto darsi alla menta per necessità.

Dopo aver consegnato il piatto nelle mani dell’unico vero chef presente, Luca Ogliotti, vado fuori a prendere un pò d’aria e a chiacchierare con la direttrice marketing della Cirio, che aveva assaggiato il mio piatto e ne era entusiasta.
Poi smangiucchiamo dei finger food seri, beviamo dei bicchieri di rosè, e all’improvviso, dopo che il terzo e secondo posto sono stati assegnati, sento il mio nome, mi giro e incredula scopro che si, ho vinto la gara. Cercando di non farmi strozzare dal rosè mi alzo. 
Primo posto, inutile nascondere la soddisfazione.
Per chi come nella vita è stata qualcuno o qualcosa di ben diverso da oggi, allora questo premio va alla mia nuova me, quella che scrive non c’è male e cucina abbastanza benino. Una food blogger, una cuochina.
Così pare.

 
Matrimonio di convenienza

Ingredienti per 10 bocconcini
Una melanzana lunga 
200 gr di mozzarella di bufala d.o.p.
Un ciuffetto di menta
5 cucchiai di polpa di pomodoro a tocchetti oppure dei pomodorini
Olio evo
Sale q.b.
2 spicchi d’aglio
Tagliate a fette sottili la melanzana e passatela un paio di minuti per lato in una padella antiaderente con un filo d’olio e uno spicchio d’aglio,salate, fate raffreddare.
In un pentolino ampio (la cottura sarà più veloce) fate soffriggere olio e aglio e aggiungete 5 cucchiai di pezzettoni di pomodoro o dei pomodorini freschi, fate tirare 5 minuti e spegnete.
Tagliate una mozzarella prima in fette e poi in quadratini di una dimensione simile a quella delle vostre melanzane, e disponeteli in un piatto.
Prendete la mozzarella avanzata e mettetela in un mixer insieme a una decina di foglioline di menta, due cucchiai di olio evo (aggiungete ad occhio per aumentare la cremosità della mousse) e un pizzichino di sale. Montate.
Tornate ai vostri quadratini, poggiateci sopra le melanzane, un cucchiaino di salsa e una querelle di mousse. Decorate il piatto con gli stessi ingredienti della preparazione, così che il piatto scomposto possa essere mangiato nella composizione che preferite.

4 Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *