Un gusto adulto – cotolette di alici con ripieno filante

Ci sono piatti che ho scoperto da adulta, diciamo da ragazzina.

Ci sono dei sapori che ho potuto assaporare da vergine del gusto, una
verginella ventenne.
Ci sono piatti che a mia mamma non piacciono e non sono mai piaciuti e
che quindi da bambina non hanno fatto parte della mia cultura.
A vederla adesso, sembra assurdo, ma è un fatto che il baccalà, ora di
default nei pranzi quotidiani della mia famiglia (compresi i pargoli), io lo
abbia assaggiato in tutte le varianti possibili, quando ho iniziato a cucinarlo
da sola e solo dopo averlo assaggiato al ristorante.
Lo sgomento della mia famiglia acquisita e quello di mia suocera in
particolare, è stato massimo quando al nostro primo natale insieme, ha scoperto
che io, napoletana di nascita, non avevo mai mangiato ne la minestra maritata,
ne il baccalà fritto.

E la sua paura è stata appena celata, prima di essere sicura che al
primo natale nella nostra casa, quella mia e di suo figlio, le avrei assicurato
un cenone all’altezza della tradizione, con ogni specie sottomarina in dieci
preparazioni diverse e una frittura in apertura e chiusura cena, che sempre da
tradizione, si apre il 24 alle 8 e si chiude il 25 alle 2, quando babbo natale
è talmente stanco di aspettare che quasi quasi si siederebbe a tavola con noi a
sbocconcellare del capitone fritto piuttosto del consueto bicchiere di latte
caldo accompagnato da un rococò.
In ogni caso, no, non è il baccalà il protagonista della mia storia, ma
loro, perché una non basterebbe mai, loro dicevo, le grandi assenti della mia
infanzia, le alici.
Giusto perché si sappia, il recupero degli anni persi è avvenuto con
estremo successo. Ad ogni occasione possibile, un cuoppo di alici fritte è
sempre il pranzo ideale, quindi che sia per strada, per aprire un pranzo o per
chiuderlo, le alici, di preferenza fritte, ma anche in tortiera o marinate o
come volete, sono diventate uno dei cibi che amo di più e anche uno di quelli
che mi riesce meglio.
Ed è inutile che voi diciate che a friggere siamo bravi tutti, perché
non mi troverete d’accordo.
Mi auto proclamo regina della frittura in generale e della frittura di
pesce e di alici in particolare.
Mi viene bene, ci metto cura, parlo con l’olio, lo testo, ne percepisco
il calore, lo guardo, aspetto con pazienza che sia pronto a trasformarsi da
semplice sostanza ad ospite ideale.
Quindi per non dilungarmi oltremodo, ecco un’altra ricetta del cuore.
Si, un cuore fritto, trasudante d’amore, con una corazza d’alici e un
interno filante di formaggio gruyere.

Cotolette di alici, con cuore filante di gruyère al sapore di timo e limone

Ingredienti per 4 persone
24 alici eviscerate e spinate

12 rettangoli di formaggio gruyere
Olio evo
Succo e scorza di un limone
Pepe nero q.b.

Pan grattato

Timo
2 uova
Farina q.b.
Olio di semi di girasole
sale q.b.

Se avete voglia di storcere il naso più volte e guardarmi con aria
snob, questo è il post che fa per voi.
Il formaggio con il pesce, che assurdità!
Il limone con il formaggio, che assurdità!
Il limone con il formaggio e con il pesce, che assurdità!
Se il vostro naso è tornato dritto e siete pronti ad ascoltare e
tollerare, sappiate che sarà mio piacere vedervi tornare il sorriso  dopo che avrete assaggiato questo piatto. Per
parte mia,sarò così magnanima da non sortire con un “ve l’avevo detto”.

Siate gentili, sarò ridondante(l’ho scritto in ogni post che conteneva
pesce), ma chiedete al vostro pescivendolo di pulirvi le alici. Lui lo sa fare
bene e ve le lascerà, dopo aver rimosso la testa ed averle eviscerate, intatte
e aperte, ovvero esattamente come vi servono.
Quindi sciacquate le vostre alici delicatamente e asciugatele
tamponandole con uno straccio pulito e disponetele su un tagliere o in un piatto
e mettete da parte.
In un barattolo di vetro con chiusura ermetica, a pressione o come
volete, basta che si chiuda, mettete due parti di olio, una di succo di limone,
una macinata di pepe,delle foglioline di timo e la buccia grattugiata di un
limone, agitate bene e lasciate in infusione qualche minuto.
Ora prendete il vostro gruyere, ricavate 12 rettangoli della misura
delle vostre alici, immergeteli nella citronette preparata in precedenza,
facendo in modo che aderisca anche un po’ di timo e di zeste e disponeteli sulle alici,
Mettete a scaldare in un pentolino dai bordi alti, ma sottili, 4 dita
d’olio per friggere.
Prendete le altre 12 alici rimaste e coprite quelle farcite, quindi
passatele nella farina, poi in uovo sbattuto con un po’ di sale e pepe e infine nel pan grattato.
Controllate che il vostro olio sia bello caldo, buttando un pizzichino
di farina all’interno, se friggerà immediatamente procedete all’immersione, in
caso si limitasse ad affondare, aspettate ancora.
Una volta immerse le alici, fatele dorare un paio di minuti per parte,
e, una volta dorate a puntino, tiratele fuori ed adagiatele su carta assorbente.
Dopo averle spolverate con un pizzico di sale e una macinata di pepe,
mangiatele caldissime, come ogni frittura degna di questo nome pretende.

con questa ricetta partecipo al contest dei formaggi dalla svizzera organizzato dal blog ‘peperoni e patate’

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