Vanity Fair – composta di pere, limone e rosmarino con pane ai pistacchi e cioccolato

Si è parlato del natale, ne parlano tutti, io l’ho già fatto in due occasioni.

Ne avrete le palle più piene di quelle appese al vostro albero e vi capisco.
Capisco anche, che se a uno piace molto una cosa, non è che poi abbia necessità di eccessiva ridondanza, per cui no, non vi parlerò del natale e non inserirò del pungitopo nelle foto e neanche le palle suddette (ma lo rifarò, statene certi).
Oggi vi parlo di un argomento a me molto caro, che secondo alcune delle mie amiche
(le più care e anche a buon diritto le più feroci) il mio preferito.
Oggi vi parlo di me.
Già sento che la felicità vi scoppia dentro e che proprio non vedevate l’ora, già immagino i vostri sguardi entusiasti al pensiero  di un monologo egoriferito in cui tesso le lodi di me medesima.
Se riuscite a contenere l’entusiasmo e state ancora leggendo, avrei un paio di cosette allegre e auto celebrative di cui aggiornarvi, ma se al contrario le palle piene vi stanno per esplodere anche se il natale non è l’argomento del giorno, allora saltate a piè pari, andate dritti alla ricetta e amici come prima, me ne duolerò il minimo indispensabile e niente rancore.
Dunque autocelebrazione…ma per punti!
  1. 1 ho ricevuto un bellissimo regalo in anticipo di 15 giorni sul natale e me lo ha fatto la Cirio (avete letto bene, la Cirio), inserendo la ricetta con cui ho vinto lo show cooking da loro organizzato a luglio (il cui racconto trovate qui) nel loro ricettario. Cioè sono su un libro di ricette. Olè per me.
  2. Ho partecipato con questa ricetta e il suo racconto ad un contest organizzato da Donna Moderna, Sale&pepe e IgersNapoli per Expo2015 e l’ho vinto! Ho un abbonamento ad una rivista come premio, che è poca cosa a dirla tutta, ma in compenso sono salita sull’expoexpress  dove il mio ego ha avuto un sussulto di gioia quando con un microfono in mano mi sono trasformata nella Simona Ventura dei tempi d’oro! Altro olè!
  3. Sempre sul trenino ho conosciuto una persona e ci sono buone speranze che ne nasca un progetto, ma niente di certo, quindi non posso parlarvene, ma un olè ci sta lo stesso.
  4. Da gennaio sono pronta a diventare maestrina di cucina per tutti gli stranieri che vorranno unirsi a me in un tour che partirà dal mercato e finirà nella mia cucina, dove sporcheremo tutto di farina, olio e fantasia. Si, darò lezioni di cucina e se non mi credete, leggete qui. Olè per me e grazie a Francesco, che mi sono conquistato con una pasta e patate da urlo e che con la sua Eat In Italy Food Tours mi fa pensare che non sto perdendo tempo a pettinare le bambole.
  5. Ho una reflex e sto imparando ad usarla, che non è una buona notizia per me in assoluto, ma una per voi in particolare si, perchè magari vi verrà voglia di mangiare delle cose che preparo, che magicamente non sembreranno più vomitate dal cane! Olè per voi!

Se pensate che c’era il ragionevole pericolo che io potessi scrivere un lungo sproloquio per ognuno dei 5 punti elencati, allora dovrete pur riconoscermi, per una volta, che il Natale oltre a gioia e amore, mi ha portato pure il dono della sintesi, che è poco, ma non è poco!

Composta di pere, limone e rosmarino (su pane al cioccolato e pistacchi.)

Ingredienti per la composta di pere 
(ricetta donatami de visu dalla Gastronomica Volante Stanislavskyij)
1 kg di pere Williams al netto degli scarti
2 mele 
la buccia e il succo di un limone biologico
100 gr di zucchero (io ho usato quello di canna)
i semi di una bacca di vaniglia
3 rametti di rosmarino fresco
Ingredienti per il pane senza ipasto al cioccolato e pistacchi
(ricetta rivisitata di ChiaraPassion)
120gr di pistacchi
50 gr di cioccolato fondente a pezzetti
 e la ricetta di Enrica, che ve lo spiega in maniera ineccepibile
Ho speso grandi parole d’amore per entrambe le blogger di cui ho congiunto le ricette per ottenere il risultato che avevo in mente, non mi dilungherò quindi oltre sulla stima che nutro per entrambe e vi rimando eventualmente vorreste saperne di più, agli articoli che a loro ho dedicato e che trovate qui e qui.
La ricetta che vi propongo oggi, regalatami da Benedetta, non me ne vogliate, ma, ancora una volta, fa parte delle possibili idee regalo fatte in casa e che siete ancora in tempo per preparare e donare a natale. Detto questo il bello è che la potete praticamente preparare quando vi pare, usando le pere che ogni stagione ci offre e sostituendole a quelle qui usate.
L’abbinamento tra pere, limone e rosmarino vi stupirà e potrete usare questa composta, sia abbinandola ad un dolce o semidolce come da me proposto, sia per accompagnare dei formaggi molto sapidi, stagionati e con gusto deciso.
Procediamo.
Per prima cosa, mettete in freezer un piattino, che vi servirà per verificare la cottura.
Aiutandovi con un pela patate, private il limone della buccia e mettetela da parte. 
Ricavatene poi il succo e versatelo in una ciotola. Sbucciate e pulite dai semi le pere e tagliatele in cubetti, che verserete nella ciotola con il limone, rimestando per non farle annerire.
Aggiungete lo zucchero, i semi della bacca di vaniglia, la buccia del limone e i rametti interi di rosmarino, versate in una pentola con fondo spesso e cuocete su fuoco moderato per circa 50 minuti.
Quando le vostre pere saranno in pentola, cominciate le operazioni di sterilizzazione dei vasetti di vetro lavandoli bene, rimuovendo l’acqua in eccesso, ponendoli su di una placca rivestita di carta forno , inserendoli nel forno freddo e accendendendo quest’ultimo a 120° lasciandoceli per tutto il tempo di riscaldamento e per 15-20 minuti dopo il raggiungimento della temperatura.
Se la vostra composta non fosse ancora pronta all’invasamento, spegnete il forno, ma lasciate i barattoli all’interno senza aprire lo sportello.
Dopo circa 30 minuti, rimuovete i rami interi di rosmarino (lasciando gli aghi all’interno) e le buccie del limone (che rimetterete dopo) e frullate. Dopo circa 15 minuti, verificate la consistenza della composta servendovi del piattino gelato; se è pronta, scenderà giù con lentezza per poi fermarsi.
Con la pentola al minimo sul fuoco e i barattoli bollenti, procedete con molta cautela all’invasamento.
Il calore della composta e quello dei barattoli è necessaria alla creazione del sottovuoto, che vi consentirà di conservare a lungo il prodotto, quindi facendo attenzione a non bruciarvi, versate la composta nel barattolo e richiudete subito capovolgendo il barattolo a testa in giù.
Lasciate i barattoli a raffreddare completamente e poi battete sul tappo.
Se il sottovuoto è andato a dovere il tappo sarà duro e rigido, ma se al contrario produrrà un “click”, dovrete procedere nuovamente tramite bollitura.
Se volete replicare anche quel buonissimo pane con cui ho accompagnato la composta, allora devo dirvelo, aggiungete 120 gr di pistacchi sgusciati e 50 gr di gocce di cioccolato fondente alla prima fase dell’impasto della ricetta che trovate qui. Si, un altro omaggio alla mia Chiara Passion(e) per Enrica e alle bontà che sa scovare.

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