Il canto della felicità – bacetti o panini al latte

 

9 luglio 2008, Piazza del Plebiscito.

Eravamo lì, entrambi con lo sguardo rivolto in avanti.
Lui era dietro di me.
E lo sento il calore delle sue braccia, le sento mentre si muovono lente, le sento mentre formano un arco, si protendono in avanti, si appoggiano su di me prima timidamente e poi finalmente con decisione.
Sento quell’abbraccio forte, stretto, come a dire sei mia.
E allora io ho sempre gli occhi verso il palco, ma ormai la felicità mi sta scoppiando dentro.
Lo sento che non riesco a tenerla più, sento che in qualche modo devo farla uscire.
Allora quello che era stato un canto timido comincia ad essere un urlo liberatorio .
Quindi canto, canto a squarciagola, senza più vergogna.
Succede che mi guardo dall’alto, come fossi un regista che fa una panoramica della mia vita, di quell’istante, della mia felicità. E la colonna sonora è la stessa di sempre, dei momenti felici
con mamma e papà, del primo concerto della mia vita, dei viaggi in macchina con le cassette, delle domeniche mattina, dei falò sulla spiaggia.

Erano mesi che lavoravo su quell’indecisione, erano mesi che corteggiavo l’uomo della mia vita senza mai arrendermi davanti ad i suoi dubbi. Ero stata tollerante con i suoi rifiuti, ero stata costante con la mia pazienza.
Ero stanca, ma non lo ero mai stata al punto di mollare.
Ero pronta ad amare e ho aspettato che lui fosse convinto di potermi stare accanto, ho riconosciuto il suo amore, ma gli ho dato il tempo di accorgersene, di accettarlo, di essere necessario.
E poi lui ha detto si e lo ha detto con le braccia, non con la voce.
Ha detto ti stringo forte e ti starò accanto. Ha detto sarò il padre di tuo figlio e dei figli che avremo (e che poi abbiamo avuto), ha detto ti amo, ha detto sei mia, ha detto per sempre.
Lo ha fatto in silenzio, mentre io cantavo a squarciagola.
Io non mi sono girata, ho continuato a guardare in avanti, a cantare sempre più forte.
Non avevo niente da dire, gli ho sfiorato la mano e quella risposta è bastata ad entrambi.

…Se sei tu il mio destino, allora portami via…

ciao Pinù e grazie, perchè quel ricordo, con te sul palco e noi sotto, è perfetto.

Bacetti, panini al latte o brioschine

Ingredienti per 25-30 panini

250 gr di farina manitoba
250 gr di farina 00
80 gr di burro
70 gr di zucchero
1 cucchiaino raso di sale
270 ml di latte
12 gr di lievito di birra (mezzo cubetto)
I semi di mezza bacca di vaniglia (facoltativa)
1 tuorlo e un goccio di latte per spennellare

versione per intolleranti al latte:
sostituite il latte di mucca con quello di riso e il burro con della margarina 100% vegetale, il risultato sarà sorprendentemente buono! 


Chiamateli come volete, ma questi sono i classici panini delle feste dei bambini. Anche alla più figa e americana delle feste degli ultimi anni, questo classicone non ha abbandonato le nostre tavolate e, che vogliate riempirli di crema al cioccolato, di marmellata o di prosciutto e salame, dovete necessariamente scoprire che farli è davvero semplice.
Personalmente ne produco in quantità industriale ogni dieci giorni.
Faccio tre dosi, aggiungo i semi di vaniglia che meglio si adattano alla marmellata, le cuocio, aspetto che si freddino e imbusto sei panini in un contenitore ermetico per poi riporli nel congelatore e tirarli fuori ogni mattina per la colazione dei bambini (e la nostra). Con tre dosi vengono fuori circa 60-65 panini.
Cominciamo.
Per ottenere queste bottigliette, riciclate una bottiglietta
dei succhi di frutta del bar, aggiungete un sotto torta e del 
nastrino. La cannuccia di carta e i baffetti li trovate da Tiger.
Nella boule della planetaria versate le farine e date una mischiata. In un contenitore versate il latte e riscaldatelo leggermente, scioglieteci il lievito, aggiungete il burro che avrete sciolto velocemente in microonde oppure a bagno maria, lo zucchero, i semi di vaniglia e mescolate.
Date il via alla planetaria e versate a filo il composto. Mentre si amalgama e prima che cominci ad incordarsi al gancio impastatore, mettete anche il sale.
Quando l’impasto sarà completamente staccato dalle pareti della ciotola, prendetelo, (al tatto sarà morbido e asciutto, molto piacevole da maneggiare) dategli un po’ di amore con le mani, formate una palla e riponetela in una ciotola capiente che avrete velato con il burro e che coprirete con la pellicola.
Riponete in forno spento con luce accesa o in luogo caldo, per due ore o fino a raddoppiamento del volume.
Prendete poi dei pezzi d’impasto e “strizzatelo” tra pollice e indice, formando delle pallina delle dimensioni di quelle da ping pong, riponetele su di una teglia rivestita di carta forno ad una distanza di circa due dita l’una dall’altra e spennellateli con il composto di rosso d’uovo e latte.
Quando avrete finito, accendete il forno a 220°. Una ventina di minuti dopo, quando il forno sarà caldo, infornateli per 15- 18 minuti e il gioco è fatto.
Sappiate che la casa si riempirà di un profumo meraviglioso di briosche e che la prima brioschina calda con la crema al cioccolato, sarà indimenticabile. Parola mia.

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