Stato di necessità – patate al forno al burro e timo in teglia muffin

Che  un rapporto duraturo debba essere
necessariamente fondato sull’amore, è una bugia grande come una casa.
I più
arditi lo fondano sulla convenienza, qualcuno sulla costanza, la maggior parte
sull’abitudine e qualcuno sull’odio.
Io il
rapporto più duraturo della mia vita l’ho fatto reggere, diciamo così, sulla
necessità.
Se non erro,
e non erro, la prima volta che ho sgranato gli occhi e deciso di correre ai
ripari dovevo avere sui 12 anni.
Si, salii
sull’affare infernale e insieme alla mamma decidemmo in comune accordo di far
intervenire un esperto e cercare di sciogliere la formazione di quella
pericolosa catena.
C’è chi
festeggia gli anniversari con il fidanzatino, chi con il compagno, chi con il
marito e chi, come me, con la bilancia, con cui volo verso le nozze d’argento.
Diciamo che
funziona così:
Da maggio a
fine luglio sono magra (mai proprio uno stecchino, ma per i miei canoni di
bellezza magra, bona o come volete).
Da agosto a
settembre, ingrasso, ma non me ne accorgo troppo.
Ad ottobre
comincio a sentirmi a disagio con le cose comprate a giugno.
A novembre
mi sento grassa.
A dicembre
sono grassa.
A gennaio
sono grassissima.
A febbraio,
marzo aprile e maggio sono a dieta.
Dunque sono
magra d’estate, in rigonfiamento in autunno, grassa d’inverno e a dieta a
primavera.
Per
riassumere, un inferno.
Chi mi
incontra a gennaio, per capirci, tace, ma se la stessa persona mi incontra ad
aprile, allora è tutto un: MA CHE HAI FATTOOOOO?ma come sei magra!ma come sei
bella!ma come stai bene! ma come sei dimagrita! Sei un fiore di lilla etc,etc
Io non ho un
brutto rapporto con il cibo, anzi direi ottimo, ma è evidentemente
schizofrenico.
Ho una sorta
di limite invalicabile, un peso massimo che mi sono imposta di non superare mai
(è che è molto più basso di quello che immaginate se non mi conoscete), ma che
non faccio niente per non raggiungere puntualmente ogni paio di anni.
Questo non è
un post di lamento, ma io una cosetta la vorrei dire a quelli che sbandierano
l’orgoglio curvy e che ci propinano rotoli di lardo come diamanti.
Ma secondo
voi un corpo formoso fa rima con uno obeso? No perché se stiamo messi così
allora magro deve fare rima con scheletrico , sexy con fica al vento e di
classe con il possesso di una Louis Vuitton.
Cioè
ristabiliamo un attimo le cose.
Se sei grassa,
e quando sono “grassa” sono la prima a pensarlo, non va bene.
Non è che
quei rotoli siano un accessorio di moda. Quelli ti fanno venire il fiatone, ti
fanno acuire il mal di schiena, in casi più spinti ti danneggiano il cuore e ti
fanno schiattare,no?
Diciamolo
pure che non ti sta bene neanche una palandrana e che sbavi vicino a qualunque
capo ti lasci scoperto un centimetro di corpo e che se hai un minimo di buon
senso non ti compri.
Di che
orgoglio curvy andate parlando? Il discorso curvy è sostenibile fino alla
taglia 46 al massimo, lì parliamo di forme, di un po’ di carne di troppo, ma da
qui a  pesare un quintale ed
andarne fiere deve esserci un limite.
Secondo me
il discorso sull’accettazione di se stessi è una cazzata.
Posso accettare le lentiggini,il culo grosso e pure la cellulite, ma non voglio e non posso accettarmi sovrappeso perché non è che mi sia svegliata una mattina con
dieci chili di troppo e la colpa è del destino….io quei dieci chili mi sono
proprio impegnata a produrli. E sono quindi proprio in grado di levarli.
Il rapporto
con il cibo è malato tanto quando ne si abusa, che quando ce lo si nega.
L’alimentazione
e lo strafogarsi sono due cose diverse, quello che subentra nella seconda
ipotesi sta nascosto nella parte superiore del corpo e più precisamente nella
testa. Io il problema quando mangio in maniera compulsiva ce l’ho lì , ma
questo è un capitolo a parte.
Il fatto è
che comunque vorrei ricordare a tutti che il 1° febbraio (ri)comincio la dieta,
riprendo il nuoto, a giugno sarò di nuovo una strafiga e a settembre….beh a
settembre di quest’anno mi sa che mi conviene stracciare il numero del
nutrizionista e cominciare una nuova relazione, si spera meno duratura, con lo
studio di uno strizzacervelli.
Patate
al forno al burro e timo
Ingredienti
per 12 tortini (4 persone circa)
700 gr di
patate al netto degli scarti
mezza
cipolla o in alternativa mezzo aglio schiacciato
30 gr di
burro
1 tazzina
d’acqua
timo fresco
secondo il gusto
rosmarino
secondo il gusto
sale e pepe
q.b.

 Se non
avevate mai pensato di usare la vostra teglia da muffin per cucinare le patate
o qualunque cibo vogliate monoporzionare e rendere più gradevole, allora
prendete spunto e cominciate da queste patate e dopo proseguite pure per paste
e verdure le più diverse.

Questo tipo
di cottura velocizza molto i tempi e lo rende quindi un piatto “31 salvi
tutti”, di quelli che imbastisci e servi nel giro di una mezz’oretta e che dopo
aver infornato  vi lascia
completamente liberi di preparare un giusto secondo (di pesce o di carne ci
stanno bene entrambi) cui accompagnarlo.
Sciacquate,pelate
e tagliate le vostre patate (io ne avevo due viola avanzate da una zuppa, ma
non sono indispensabili salvo la nota di colore) in fettine molto sottili di
circa 3 mm .
Fate lo
stesso con la cipolla, oppure mettete una punta di aglio nell’apposito utensile
e schiacciatelo prelevandone la polpa (che mischierete al burro).
In una
terrina, sciogliete il burro a bagnomaria (o passandolo per circa 20 secondi in
microonde) e emulsionatelo con una tazzina d’acqua, il pepe, il timo e
il rosmarino.
Versate il
composto sulle patate e le cipolle, salate adeguatamente e rigiratele
accuratamente.
Disponete le
fettine cercando di riempire gli spazi dell’intero pirottino.
Schiacciate
leggermente le patate con un cucchiaio per livellare, versateci dentro quel che
resta deil liquido di condimento e infornate a 200° in forno statico per 20-25 minuti e per altri 5 minuti con funzione grill.
Le vostre
patate super veloci sono pronte!
Note: se
volete sostituire il burro con l’olio extra vergine di oliva siete liberissimi
di farlo e avrete un piatto comunque gustosissimo e in quel caso anche vegano
al 100%.

3 Comments

  • Angela Piscitelli ha detto:

    Che dire … forse non ho mai pensato al rapporto con la bilancia così come stamattina… e devo dire che la penso cm te sul discorso curvy. Viviamo in un periodo In cui tutto è moda… ma non si può esaltare il grasso alla Botero xke e impossibile che sia sinonimo di "Buona salute". Curvy va bene fino alla 46 si…al massimo 48 xke ci piacciono le donne formose quelle con la carne addosso ma di più no ma non per un discorso di stile o di fashionmood ma x un discorso di benessere!!! Io sn un prototipo di donna con la ciccia addosso … sn passata da nutrizionisti vari, la mia alimentazione è da anni scritta su fogli A4 da seguire alla lettera xke se sgarri zaaaac…….
    Bene tutto ciò x dire che come te sn a dieta in determinati periodi dell anno. Vengo da 2 gravidanze in cui mi sn riempita dei classici 13/15 kili che ho dovuto smaltire con una certa urgenza xke nn li sentivo miei. Gli ultimi jeans acquistati sn taglia 44 … di nuovo e non posso che esserne contenta xke mi sento bene!!! Il cibo è bello è un dono divino che va apprezzato. Il mangiar bene è uno stato che aiuta lo spirito. Credo che l''equilibrio, sebbene sia difficile da tenere, sia l unico giusto mezzo per gestire al meglio quelle catene su cui siamo costrette a salire da una vita.
    Intanto questi tortini sn assolutamente da provare 🙂
    Buona giornata angy_82 (Ig)

    • lacaprino ha detto:

      Angela, prima di tutto non sai che piacere ritrovarti qui sul blog. Poi mi fa troppo ridere pensare ai tuoi fogli a4, perché io ne ho un mappazzone attaccato al frigo perennemente e da sempre.il mio obiettivo, detto da chi sa perfettamente cosa voglia dire avere delle belle forme, era proprio denigrare questa tendenza idiota che pensa di contrastare la moda dei corpi eccessivamente magri e malati proponendo l'esaltazione di un corpo altrettanto malato e complesso come quello obeso.
      Nel mezzo c'è la virtù ed un corpo imperfetto, ma sano è tutto quello di cui andar fieri.
      Ti abbraccio e grazie di essere passata qui.

  • La bilancia è una gran iattura per molte donne e io ho le stesse tue fluttuazioni, ma ho praticamente smesso di pesarmi. Quando non sta per non entrarmi più il jaens più comodo che ho vado in allarme e mi metto a regime, ma guai a chiamarla dieta altrimenti mi si scatena una fame atavica ed è peggio. Certo che i problemi sono tutti in testa, io con il cibo ne ho sempre avuti e li avrò per sempre. Non credo che con la questione curvy si voglia osannare la ciccia più della magrezza estrema, piuttosto ciascuno di noi dovrebbe conoscere, amare e apprezzare il proprio corpo per quello che è, con le imperfezioni, e occuparsi del suo stato di salute. Le donne in genere sono scontente di come sono e si fanno una feroce autocritica, ma questo è un altro paio di maniche. Stare bene con sé stessi è un traguardo impegnativo da raggiungere e non sempre le nostre percezioni di ciò che ci fa stare bene corrispondono a un reale benessere del nostro corpo e della nostra mente.
    Un abbraccio
    La ricetta mi piace… ho appena comprato la teglia da muffin 😉

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