Tutto in un solo cuore – torta in tazza al cioccolato (mug cake)

 

Mentre gli
mordicchiavo quei cosciotti cicciottelli pieni di quelle pieghette paradisiache
che solo un cucciolo d’uomo fresco di vita può avere, continuavo a ripetergli
ossessivamente: “sei buono come un panino, sei buono come un panino!” e più lui
rideva, più io lo mordevo e glielo ripetevo.

Finì che
Claudio, il suo vero nome, qualcuno finì per dimenticarselo.
Perfino a
scuola i compagni nanetti lo chiamavano Panino, così come lo facevano i nonni,
gli amici, le maestre e chiunque avesse con noi un grado di confidenza
sufficiente.
Dunque
Panino, il mio Panino, quello che mi piaceva mordicchiare e che aveva dato ai
miei 21 anni e a quelli a venire, una direzione .
L’ho amato
da subito, da quando quelle piccole linee presero a colorarsi. Dissi
– senza
fronzoli
-“oh cazzo, sto per diventare mamma”, ma non ebbi dubbi sul fatto che
quel minuscolo spermatozoo che a sorpresa aveva deciso di diventare uomo dentro
di me, sarebbe stato oggetto del mio amore indiscusso.
Lo amavo già
prima che nascesse, prima di sapere che sarebbe stato un panino stupendo, prima
ancora di fare la sua conoscenza e scoprire quanto fosse capace di conquistarsi
ogni giorno un po’ di affetto e devozione in più.
Ogni giorno l’ho
amato (e lo amo) così tanto, che, quando 5 anni dopo fui di nuovo pregna di
vita,mi assalì il dubbio che non sarei mai stata capace di amare un altro
bambino come avevo amato lui.i
E se suo
fratello avesse avuto meno amore? E se io non avessi saputo comportarmi come
già avevo fatto con Panino? E se una mamma è mamma di uno, esserlo di due come
sarebbe stato?
Insomma, ero
chiaramente imbottita di ormoni, per cui devo aver dato un peso eccessivo ad
una questione che chiunque avrebbe liquidato con semplicità, ma io avevo paura sul
serio e la paura, converrete, si ha di quello che non si conosce e di quello
che ancora si ignora.
Ero una
mamma di uno che non sapeva ancora che una cosa infinita, in quanto tale, puoi
dividerla per un numero infinito e rimarrà comunque tale.
Quindi scoprii
presto che l’amore non era argomento di discussione, ma essere mamma di due è
qualcosa che invece nasconde le sue belle differenze. E si, io lo ammetto senza
remore e senza vergogna  che sono la
mamma di due bambini essendo una mamma diversa per ognuno dei due.
No, l’ho già
detto che li amo entrambi parimente, ma non mi comporto con entrambi alla
stessa maniera.
Il mio
Claudione (si, a 6 anni mi disse che Panino era un soprannome parecchio
imbarazzante), che ora è prossimo ai 10 anni, è un bambino che mi prende la
testa, è un bambino con cui posso chiacchierare e ragionare  finanche dei massimi sistemi, un bambino
pacato, riflessivo, estremamente sensibile, molto rigido con se stesso, poco
espansivo e che ama poco il contatto fisico. Non è che proprio non mi conceda
mai un po’ di spupazzamento, ma per lui non è una necessità carnale, non è un
bisogno fisico come lo è ad esempio per suo fratello.
Gabriele  mi prende alla pancia. Con lui non riesco ad
essere rigida come lo sono stata con Claudio, non riesco ad impormi su di lui,
non sono capace di non svenire di gioia ogni volta che se ne esce con quelle
frasi ad effetto che farebbero squagliare pure il cuore di uno yeti, ma
soprattutto non potrei non accondiscendere alla sua carnalità perché riconosco
che per lui è un bisogno, così come so che sarebbe inutile rivestire i panni,
in prima battuta fuzionali, di signorina Rotthermayer con un bambino sordo alle
imposizioni.
Il risultato
è che si, per paradosso, sono più rigida con chi mi ascolta e mi rispetta, mi
arrabbio di più quando a deviare è il più pacato dei due e rimango basita
quando ad essere imprevedibile è quello più lineare.
Quindi  faccio un sacco di sbagli, perché essere mamma
di due bambini che caratterialmente sono agli antipodi non è semplice, perché oltre
ai loro di caratteri, c’è pure il mio che non scherza e quindi devi fare i
conti con te stessa e uno, con te stessa e l’altro e con te stessa e tutti e
due.
Ed è così un
casino capire come conciliare testa e pancia, che l’unica cosa a sostenerti
rimane la certezza che il cuore, se lo sono preso entrambi.
Torta
in tazza al cioccolato e crema di nocciole
Ingredienti per due mini mug
40 gr di
farina – 2 cucchiai e ½ da tavola
15 gr di
cacao – 2 cucchiai rasi da tavola
20 gr di
zucchero – 2 cucchiai da tavola
Un pizzico
di sale
La punta di
un cucchiaino di lievito chimico in polvere
90 ml di
latte
20 ml di
olio di semi di buona qualità  – 2 cucchiai
da tavola
Un cucchiaino
di crema di nocciole e cacao

Eureka! Ho scoperto
le torte in tazza e finalmente metto su un dolce in 5 minuti. Quindi posso
svegliarmi alla stessa ora di sempre e servire una delizia fresca di forno
impiegando lo stesso tempo che mi occorrerebbe per imburrare e coprire di
marmellata i miei paninetti (ve li siete persi? Li trovate qui) o delle fette
biscottate.
Il miracolo
avviene con un impasto facilissimo e l’aiuto di un forno a microonde, pochi
ingredienti, che sono sempre presenti in dispensa e un tempo di cottura
rapidissimo di appena 90 secondi!
Prendete una
ciotola, 3 cucchiai da tavola, un cucchiaino, un contenitore per il dosaggio
dei liquidi una frusta e naturalmente le vostre tazze.
Mettete nella
ciotola tutti gli ingredienti secchi e dategli una mischiata per eliminare i grumi,
versate a filo quelli liquidi e mescolate fin quando il composto non risulterà
liscio e omogeneo.
Riempite le
vostre mug per ¾ aggiungete una quenelle di nutella appogguiandola
semplicemente sulla superficie , mettete in forno a microonde su “high” e
cuocete per 90 secondi.
La vostra
torta è calda, profumata e pronta da gustare!

Note:
avrete
notato l’assenza di uova, non è una dimenticanza.
Il tempo
indicato è quello necessario nel MIO forno a microonde, ma non è detto che lo
sia per il vostro. Il mio consiglio è quello di provare con 70 secondi ed
eventualmente proseguire.
La tazza che
ho usato io è una tazza più grande di quella per il caffè e più piccola di una
per il latte, l’ho presa da ikea e mi sembra la giusta misura. Se usate una
tazzina da caffè, partite da 50 secondi e controllate.
Siate precisi
con  la cottura perché dieci secondi di
troppo potrebbero seccare troppo o addirittura bruciare la vostra torta!

7 Comments

  • Ti leggo mentre il mio panino (anche io chiamo così il mio piccolo) si è svegliato, morbido e caldo come un cornetto appena sfornato. Anche se la quantità d'amore per i figli è la stessa, il modo di viverlo e di esternarlo è diverso, perché loro sono persone diverse e noi siamo mamme diverse. È proprio come descrivi tu. Anche per me, che ho avuto prima una bimba e dopo quasi sei anni un bimbo, e in mezzo tanti eventi che mi hanno segnato, è stato lo stesso. Sembra quasi di essere due persone, eppure sono sempre io…
    La torta in tazza è geniale! Quasi quasi la provo oggi pomeriggio per merenda.
    Ti abbraccio

  • Hai cambiato il template del blog… è bello!

    • lacaprino ha detto:

      non puoi capire, avevo fatto un disastro e trasformato il blog in un orrore premendo male chissà questo tasto. in due ore ho fatto tutto ex novo e cambiato un bel pò di cose.
      sono felice che ti piaccia il risultato, devo dire che piace molto anche a me!

  • Angela Piscitelli ha detto:

    Mentre mi rileggo questo post che continua ad emozionarmi mi chiedo………… come posso sostituire l olio di semi che al momento nn ho in casa?????? ????
    Angy_82

  • lacaprino ha detto:

    Angela fondi non più di 15 gr di burro. Dovrebbe corrispondere più o meno a due cucchiai da tavola. Fammi sapere e grazie per la visita!

  • Berry ha detto:

    Cercando la mug cake per un improvvisa voglia di dolci di marito sono capitata qui…e trovo sto post carico d’amore…sei bella. <3

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