Fatto in casa è più buono, amiche in cucina – bucatini pesce spada e melanzane

Quello con
Ornella non è stato un amore a prima vista. Eravamo lì per una gara e io di
food blogger, meno di un anno fa, non ne capivo una mazza.
Quando mi ha
vista per la prima volta, deve aver pensato che ero una svampita, che avevo
un’aria superba e che ero vestita in modo inappropriato.
Le riconosco
che non si sbagliava su nessuna delle sue impressioni.
Non so voi,
ma io quando arrivo in un posto dove non conosco nessuno, per un’ occasione che
ritengo speciale e fra persone che parlano una lingua a me sconosciuta, allora
apparirò probabilmente troppo in tiro rispetto alla media, avrò un’aria
trafelata dovuta al ritardo cronico che mi porto sempre dietro e assumerò il
mio sguardo “sono-perfettamente-a-mio-agio”.
Dunque nella
realtà sto lì in disparte, studio la situazione, fingo di star bene cercando di
dissimulare l’ imbarazzo dovuto al mio dress code sbagliato e studio
segretamente delle tecniche di socialità improvvisata che mi permettano di non
morire sola e taciturna in un angolo.
A volermi
guardare dall’esterno però, sembro una stronza con la puzza sotto al naso, una
di quelle che ma-come-cazzo-si-è-vestita, ma-chi-si-crede-di-essere,
ma-cosa-ci-fa-qui.
E lo so che
è così, non è che credo sia così.
Se vi
capitasse di parlare con una delle mie migliori amiche, lei vi direbbe
esattamente la stessa cosa. Nei momenti di ludibrio, quando ci piace ricordare
gli esordi della storia della nostra amicizia come si usa per gli inizi di una
storia d’amore, lei esordisce sempre con: ‘‘quando eravamo all’università eri
una stronza snob con la puzza sotto il naso’’.
Naturalmente,
dal mio punto di vista, la stronza con la puzza sotto il naso era lei, quella
splendida ragazza di cui bramavo l’amicizia, ma con cui non riuscivo ad entrare
in contatto.
È la storia
della mia vita. Quando mi sento in difficoltà, metto su la maschera da
supereroina che basta a se stessa, che ai fatti, deve chiaramente apparire come
la maschera della stronza-snob-con-la-puzza-sotto-il-naso, con il chiaro
effetto deleterio di allontanare le persone che vorrei avvicinare.
Tanto per
chiarire e poi chiudo con l’argomento, non voglio dire quella cazzata che in
realtà sono timida, perché c’è gente che si farebbe grasse risate a sentire
minchiate di tale portata, ma rimane il fatto che quando sono in difficoltà ostento
una sicurezza eccessiva che mi torna indietro come un boomerang , spingendomi
nella trappola mortale della profezia che si auto adempie.
Tornando al
discorso iniziale, anche Ornella è caduta nella trappola che le avevo teso e
anche se non è mai stata esplicita come la mia amica, so che deve aver pensato
esattamente quello che io credo abbia pensato.
Ma è andata
oltre. Forse non nella sede del nostro primo incontro e se dovessi indicarvi un
momento preciso forse non saprei indicarvelo, ma ad un certo punto deve averlo
capito che non ero poi quel tipo di persona stronzasnobconlapuzzasottoalnaso ed
è da quel momento che  la nostra
amicizia è  potuta decollare
serenamente.
Si, due food
blogger amiche. O meglio una food blogger vera, Ornella, e una svampita cui lei
ha insegnato parecchie cosucce sull’argomento.
Quindi
Ornella è un’amica ed è anche una food blogger che amo, il che la fa rientrare
a pieno titolo nella mia rubrica Blog Love, che tempo fa avevo cominciato con
la mia amatissima Enrica Panariello di Chiarapassion e che mi ero riproposta di proporvi
con una cadenza settimanale, che mi pare invece sia diventata quadrimestrale
(abbiate bontà, sono una donna non sono una santa).
Quindi
Ornella di “fatto in casa è più buono” ,la invidio già per il nome del suo blog,
che al contrario del mio che non lo sa pronunciare e non se lo ricorda manco
mia madre, è semplice, immediato ed esprime chiaramente quello che un blog
casalingo di cucina dovrebbe esprimere. Ornella  è una blogger 
super attiva, pubblica 3 ricette a settimana, aggiorna 86 social in una
giorntata, si scatta almeno 3 selfie in 16 ore, partecipa a tutti gli eventi di
food in campania, ha partecipato a tutti i blog tour nazionali dell’ultimo
anno, ha allestito una cucina  e un
set fotografico perfino nella casa di vacanze estiva, sembra tutto il contrario
di una stronza-snob-con-la-puzza-sotto-il-naso già dalla prima volta che la
incontri  e trova il tempo anche di
darmi consigli su come eliminare un po’ di casino dalla mia vita ed avere un
blog un pochino meno osceno.
Dunque
Ornella è la mia “food blogger to be”, cioè quello che mi piacerebbe essere, se
non fosse che, assodato che non sono unastronzaconlapuzzasottoilnaso, resto pur
sempre una svampita disorganizzata, ritaradataria e tremendamente incasinata.
Bucatini con
spada e melanzane
Ingredienti
per 4 persone
280 gr gr di
bucatini
1 fetta di
pesce spada 250 gr c.a.
2 melanzane  – 400 gr c.a.
1 ciuffetto
abbondante di basilico
olio e.v.o.
2 cucchiai
olio di semi
per frittura
1 spicchio
d’aglio
mezzo
peperoncino
250 gr di pomodorini
(o ½ scatoletta di polpa di pomodoro)
Per
celebrare la nostra amicizia ho pensato che nessuna ricetta potesse essere migliore
di quella che Ornella ha creato per il contest della Cirio (ve ne ho parlato
qui), che ci ha viste protagoniste lo scorso luglio.  Così, fatta eccezione per alcuni passaggi di cottura che ho
un po’ modificato secondo il mio personale modo di  cucinare, vi ripropongo questo primo piatto che grida
estate, ma che credo non abbiate difficoltà a replicare, sia per fattibilità,
che per la reperibilità degli ingredienti quando ne avrete voglia.
Dunque
prendete le melanzane, eliminate il gambo e tagliatele a cubetti di non più di
un cm.
In una
padella, portate a temperatura 2 dita di olio di semi e friggete le melanzane
fin quando non saranno dorate e lasciatele asciugare su carta da cucina senza
salare.
Eliminate
dalla padella l’olio di semi, non lavatela, aggiungete 2 massimo 3 cucchiai di
olio evo, soffriggete uno spicchio d’aglio e un peperoncino e una volta dorati,
padellate velocemente il pesce spada tagliato a cubetti.
Prelevate il
pesce spada dalla padella e tenetelo da parte.
Tuffate
nella padella con l’olio e il sugo dello spada  i pomodorini che avrete precedentemente tagliato in 4 parti.
Dopo circa
7-8 minuti a fuoco vivo, aggiungete al sugo il basilico e  le melanzane e lasciate che gli elementi
si scambino i sapori fino a farne uno unico. Salate.
Mettete a
bollire una pentola capiente con acqua e sale e al momento di buttare la pasta,
aggiungete al sugo ¾ del vostro spada e lasciate insaporire  a fuoco dolce.
Prima che la
cottura della pasta sia ultimata (cuocete sempre almeno 3 minuti in meno
dell’indicazione riporatata sulla scatola della pasta) prelevate mezzo
bicchiere di acqua di cottura e aggiungetelo al sugo.
Scolate, la
pasta, mantecate nel sugo e impiattate aggiungendo del basilico fresco spezzettato
a mano, una macinata di pepe fresco, lo spada padellato e servite, ricordandovi
sempre, che…fatto in casa è più buono!

con questa ricetta e questo post partecipo al contest “fatto in casa da me” indetto dalla mia amica Ornella di “Fatto in casa è più buono”

4 Comments

  • A me piacete un sacco entrambe. Vorrei conoscervi e non per carpire segreti culinari (che già dispensate con grande generosità) ma per respirare quell'aria piena di brio ed entusiamo che sembra circondarvi, quella solarità che traspare dai sorrisi e dalle ricette, per vedere delle donne a tutto tondo in azione, con la complessità dell'essere femminile che fa un po' parte di tutte noi.
    Faccio il tifo per voi.

    • lacaprino ha detto:

      Francesca, le tue parole fanno sempre bene al cuore. In quanto a complessità, qui ne anbiamo a pacchi, per cui, se passi dalle nostre parti fai un fischio! Ti abbraccio!

  • Anna ontheclouds ha detto:

    Ciao Francesca! finalmente riesco a venire da te e mi sono subito appassionata a leggere il tuo post. Che benvenuto per me! 😀 sei simpaticissima, l'ironia è palpante e ti dirò, mi rivedo un po' in te..solo che io non appaio come la stronza-con-la-puzza-sotto-il-naso ma come la rincoglionita-di-turno-che-spara-cazzate! xD
    cioè quando sono nervosa, perdo il controllo e appaio come una svampita in cura di xanax. E invece, ho solo bisogna di una cura di autostima 😀 detto questo, e detto che adoro il tuo carattere e la tua amica (siete una bellissima coppia) mi piacerebbe proprio assaggiare la tua proposta di oggi. Il piatto turchese mi ricorda il colore del cielo di Napoli e mi immagino di gustare questa bontà, in uno di quei ristoranti di via Partenope, baciata dal sole…dopo potrei anche morire felice 😉
    A presto! un abbraccio,
    Anna

    • lacaprino ha detto:

      Anna non sai che piacere saperti qui! Io però dico che dovremmo proprio farlo questo incontro campano. Tu porti lo xanax, nessuno cucina e c'è ne andiamo a mangiare in riva al mare!
      Facciamolo!
      Un abbraccio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *