Il problema è solo il freddo! – Bocconcini di pollo alla greca.

Già ai tempi del liceo ho
conosciuto donne,  a quei tempi oserei chiamarle bambine, che alla
proposta di una passeggiata in centro entravano nel panico.

Non erano spaventate dall’atto del cammino in se e neanche dal vedermi di persona, ovviamente.
Il panico scaturiva dalla vergogna, che a sua volta scaturiva dall’ultimo briciolo di sanità mentale rimasta, per le bugie che sarebbero seguite al rifiuto.
Castelli di bugie, cumuli di non veritá.
Esiste, a parte i compiti da ultimare, un buon motivo a 16 anni per rifiutare una passeggiata di shopping e chiacchiere?
Alle scuse più assurde, che chissà perché
quando ci sentiamo obbligate a raccontare diventano paradossali, seguiva una mia risposta sbigottita.
Solo alla fine, e non perché sia una persona insistente, ma tenace quello si, seguiva la confessione:
LUI NON VUOLE.
Ma lui chi? Lui, tuo padre?
Ma il lui in questione in realtà era un uomo piccolo, già così piccolo che forse uomo non lo sarebbe diventato mai.
Si, signore e signori, l’argomento del giorno è la gelosia, che, spinta all’estremo, credo sia la cosa più lontana dall’idea (che ho io) dell’amore.
Spesso anche persone a me molto vicine, si stupiscono della mia serenità rispetto al fatto che mio marito stia spesso fuori per mesi per lavoro.
Ma come fai a dormire tranquilla non sapendo con chi sta, cosa fa, dove sta? Ma le conosci le persone con cui lavora? Ma dove dorme? Ma perché non parti e lo raggiungi?
Ma insomma, voi ve lo immaginate uno che mentre si fa un culo grande così per portare avanti la sua famiglia, deve rispondere a centinaia di telefonate in cui gli viene chiesta la cronistoria della sua intera giornata e un identikit preciso di ogni essere umano con cui interloquisce?
È forse il fatto che lavora nel cinema che dovrebbe farmi stare in ansia? Ci sono forse più mignotte in quell’ambiente li, che in uno studio professionale, una scuola, una fabbrica, un negozio o un ufficio?
No, perché sappiatelo che ho visto fioccare più corna in un ufficio in 3 anni con persone senza aspirazioni da star, che in una rivista di gossip di basso livello, che sia chiaro.
Mio marito è un bell’uomo, io una bella donna.
Quando siamo per strada le donne lo guardano, gli uomini guardano me.
Entrambi lo troviamo divertente, ad entrambi piace la consapevolezza di essere una coppia che si ama, di appartenere l’uno all’altro ad un livello che non potrebbe essere più lontano dal possesso inteso come possessivitá. 
Insomma se mio marito mi tradisse probabilmente mi verrebbe voglia di ucciderlo, di strappargli via il cuore (e anche l’uccello, si) e darlo in pasto ai cani, ma se accadesse, se proprio decidesse che per un’altra persona (o alla peggio per una vagina parlante) varrebbe  mettere a repentaglio tutta la nostra vita, la nostra famiglia, tutto quello che abbiamo costruito, tutti i sacrifici fatti, la serenità del nostro nucleo e un rapporto che abbiamo costruito tra mille difficoltà, ditemi voi io come potrei impedirlo.
Avanti, ditemi che dovrei impedirgli di accettare lavori fuori città ad uno che lavora dove si decide ci sarà il set, ditemi che dovrei chiamarlo 100 volte al giorno, ditemi che tartassandolo di domande se a 1000 km di distanza potrei effettivamente capire se mi sta raccontando la verità o una bugia. 
Dunque perchè, perchè dovrei negare a mio marito la fiducia che merita? 
Perché dovrei far diventare il mio sonno tranquillo pieno di incubi e preoccupazioni?
Io invece riposo tranquilla, aspetto che abbia un attimo per chiamarmi (cosa che fa molto spesso) e l’unica cosa che generalmente mi preoccupa è capire se mi passerà mai questo senso di mancanza, questa tristezza di non poterlo avere accanto sempre, i dubbi sul mio lavoro di genitrice che si ritrova sola e in ultimo, dei miei piedi.
Si, ho detto i piedi, perché non è molto semplice che il gelo invernale possa sciogliersi in un letto vuoto e freddo.
Bocconcini di pollo alla greca
Ingredienti per 4 persone:
600 gr di petto di pollo tagliato a cubetti
50 gr di parmigiano grattugiato
50 gr di pecorino romano grattugiato
80 gr di pan grattato
2 cucchiai di origano
sale e pepe q.b
70 gr di margarina
½ bicchiere di vino bianco


Perché questa ricetta si chiami così non lo so..So solo che è una ricetta di famiglia, di mia zia in particolare, che in Grecia ha casa e origini.

Considerata la presenza degli italianissimi formaggi, dubito che in realtà ci sia un solo greco che cucini il pollo in questo modo, ma davvero non so che dire, se non che ad ogni cena che io ricordi, il pollo alla greca c’era e puntualmente è stato spazzolato via senza indugi.
L’unico punto a favore della terra ellenica è l’origano, che effettivamente è un ingrediente che ogni anno ricevo in dono direttamente dall’isola di Cefalonia (insieme alle olive e all’immancabile feta).
È una ricetta davvero semplice, così semplice che in effetti potrebbe preparala anche un bambino e il mio lo ha fatto egregiamente!

Prendete una ciotola e sciogliete la margarina in microonde o a bagno maria.

In una seconda ciotola mettete il parmigiano, il pecorino, il pan grattato, il sale e il pepe e mescolate.
Prendete ora il vostro pollo tagliato a cubetti, passatelo nella margarina e poi nel composto di formaggi, impanandolo.
Riponete tutti i pezzi di pollo in una teglia e cuocetelo in forno preriscaldato a 200° per 25-30 minuti, poi aprite, irrorate con il vino e lasciate cuocere altri 20 minuti a 220° più  5 con funzione grill (facendo attenzione a mettere un timer, altrimenti bruciate tutto).
Pare sia tutto pronto per la cena, se poi ha cucinato tuo figlio, allora sarà anche più buono

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