Cardamomo e l’incasinata – Sfince di San Giuseppe

scaricate le cartoline della festa del papà qui
Quando andai
ad effettuare i test delle intolleranze, una parte di me, una parte codarda e
molto ignorante, sperò di poter finalmente attribuire ad altri da me stessa, i
problemi di altalenante antipatia con la bilancia. Me la sarei presa con un
pomodoro, con il latte  o anche con
la farina , ma mi sarei accontentata anche del caffè o dei kiwi, pur di poter
gridare al mondo la mia innocenza.
Dallo
sguardo esterrefatto della dottoressa, credevo di essere spacciata.
Improvvisamente fui assalita dall’ansia, da battiti accelerati e aumento della
sudorazione. È vero, quella parte di me ignorante aveva sperato, ma ora che il
verdetto era vicino, sentivo che la parte cosciente non se la sarebbe sentita
di rinunciare neanche alla curcuma, figuriamoci al caffè.
Mi guardò e
disse: “non avevo mai visto una cosa del genere!”.
-ok, niente
panico, negli ultimi tre mesi che mi rimangono da vivere me la spasserò. Farò
tutto quello che ho sempre desiderato e rimandato. Spenderò tutti i miei soldi,
mi leverò tutti gli sfizi e produrrò molti video per dire ai miei figli quanto
io li abbia amati.
Mi comprerò
la Kelly di Hermès, anzi, me ne comprerò due e le lascierò in eredità….le
lascerò in eredità….si, le lascierò in eredità alle mie nuore, così anche se
non potranno conoscermi mi ameranno lo stesso. E se uno dei miei figli dovesse
scegliere l’amore di un uomo, allora ne lascerò una ad una nuora e un’altra
alle mie migliori amiche,che se la divideranno secondo un calendario…e, e…
Io penso
molto velocemente, soprattutto quando si tratta di evidenti cazzate, per cui
dopo qualche secondo con lo sguardo nel vuoto, sento la dottoressa che richiama
la mia attenzione.
“Lei non è
intollerante a nulla!”
Sono viva e
lo resterò e certo che sono felice, anche se il pensiero di una Kelly tutta per
me…
Vabbè, viva,
niente intolleranze e grassa per scelta.
Libera di
ingozzarmi di tutto l’edibile con cognizione di causa e così tollerante, da non
rifiutare  neanche il cibo. Pace,
alleluia.
Ma cosa
sarebbe successo se mi avesse detto che il mio problema erano il latte o la
farina?
La mia vita
sarebbe cambiata? E in che modo?
La vita
sarebbe cambiata eccome, perché nei panni di un’intollerante uno ci si deve
calare per poter capire.
E allora io
l’ho fatto di calarmi e mi sono ritrovata ignorante.
Non lo so
come si può alimentare un celiaco, non conosco le farine buone e quelle
cattive, non so come si sostituiscono, non saprei da dove cominciare.
Vi confesso
che la prima volta che sono stata sul blog di Stefania “Cardamomo&co.”, ci sono andata per pura
curiosità e anche tanto per capire.
La storia di
Stefania è la storia di una celiaca con un figlio celiaco che non rinuncia per
questo alle sue fantasie culinarie.
Per la
verità Stefania si è pure scelta il nome più figo del web, perché se avessi
potuto pensarci io, FORNOSTAR, lo avrei scelto senza dubbio.
Dunque si
può sopravvivere e lo si può fare pure con gusto.
A parte la
curiosità, a parte le ricette, a parte che ancora devo imparare molte cose su
come gestire un eventuale ospite celiaco, io, come per tutte le blogger di
questa rubrica d’ammmore, di Stefania mi sono un po’ invaghita.
Si, le mie
infatuazioni digitali, quelle che una chiacchiera qui, un commento lì, un post
piacevole e un po’ di ammiccamenti web e io a quella persona mi sento legata.
Non so
perché lei, non so perché un gruppo si e uno no, una persona si e un’altra no,
ma questa cosa che nel web senti un feeling, io non ce l’ho con tutti.
Io non sono
una di quelle blogger che va in giro a commentare ogni cosa in cerca di
visibilità o che, io sono una di quelle blogger che si prende le sue
passioncelle e non disdegna l’elogio dell’amato (cui voi sarete abituati visto
lo sviolinamento continuo, che su queste pagine riservo al mio consorte).
Per cui è
andata così, anche Stefania mi ha conquistato e lo ha fatto senza fare nulla di
particolare, a parte essere Stefania Fornostar, con le sue ricette normali, ma
gluten free e i suoi racconti su come a volte possa essere difficile la
socialità in un mondo che rispetto al 
gluten free sta ancora parecchio indietro.
Quindi ora
avete un riferimento e poco importa se abbandonerete le pagine di questo blog
per andare giustamente a prendervi le sue ricette, perché l’ignoranza, la mia,
è una brutta bestia e e anche se ne sono affetta colpevolmente, mi va
riconosciuto il merito di saper tacere e passare parola quando di un argomento
non ne so ancora abbastanza.

Sfince di
San Giuseppe
Ingredienti
Per il
ripieno:
600 grammi
di ricotta di pecora
300 gr di
zucchero semolato (io ne ho usati 250 gr)
30 gr di
scaglie di cioccolato (facoltative)
30 gr di
granella di pistacchi
Ciliegia o
arancia candita per decorare (o niente come ho fatto io che non avrei mangiato
entrambe)
Per le
sfince:
200 gr di
farina
45 gr di
olio di semi
250 ml di
acqua
un pizzico
di sale
5 uova
Olio di semi
per friggere
Una piccola
doverosa premessa.
Quando penso
alla Sicilia, perché in effetti Stefania è siciliana, il mio cuore si scalda e
nell’ordine mi riporta al cuore: Stromboli, le paste di mandorle, il mio
viaggio del secondo liceo, i cannoli , la ricotta, gli arancini, Carmen Consoli
e i pistacchi.
Quindi se io
già l’amavo a Stefania, vedere quella ricotta con la granella di pistacchi, mi
ha infiammato la vista e aumentato la salivazione.
Quelle
sfince devono essere mie e così è stato.
Mentre vi
scrivo sorseggio thè e mi accompagno con la quarta (forse quinta?) sfince  della giornata e mi congratulo con me
stessa per aver seguito l’impeto da cui sono stata colta.
Ho eseguito
la versione glutinosa, mentre per quella che invece ne è priva, vi rimando
ovviamente su Cardamomo and co, dove troverete indicazioni precise e anche un
tutorial fotografico dei vari passaggi che a me è stato impossibile realizzare.
Comprate
della buona ricotta di pecora e mettetela coperta su di un colino a perdere i
suoi liquidi tutta la notte. La mattina seguente, aggiungete lo zucchero e
lavorate fino ad ottenere una crema. Lasciate riposare almeno 12 ore, ma 24
vanno pure meglio.
Quest’attesa
è necessaria affinchè lo zucchero si sciolga compleatamente e la crema divenga
liscia e squisita.
Il terzo
giorno quindi, passate alla preparazione delle sfince.
In un
pentolino antiaderente mettete l’acqua, il sale e l’olio.
Portate ad
ebollizione e poi aggiungete tutta la farina, che mescolerete con un lecca
pentola fin quando sarà ben amalgamata e il composto si staccherà dalle pareti
della pentola.
Fate
raffreddare il composto completamente e versatelo ora in una planetaria con
gancio a foglia (o in una ciotola utilizzando la lecca pentola di cui sopra.)
Unite 1 uovo
alla volta, avendo cura di non aggiungere il successivo prima che il precedente
sia stato completamente assorbito.
Prendete ora
un pentolino sottile e dai bordi alti e riempitelo con 3 dita di olio.
E adesso
partono le note di regia:
se pensate
che le sfince friggano come gli altri impasti vi sbagliate.
Le prime 4
sfince che ho cotto, erano delle palle da bowling con peso specifico non
dichiarabile.
Le sfince
vanno trattate bene, senza fretta.
Non vanno
rosolate e girate, ma vanno lasciate friggere dolcemente fin quando l’impasto
non inizierà letteralmente ad aprirsi a più riprese diventando man mano più
alveolato e leggero e avrà triplicato il suo volume iniziale.
Per tuffare le
sfince nell’olio, aiutatevi con due cucchiai e rigirate ogni volta che vedrete
l’impasto “rompersi”.
Lasciate
asciugare su carta assorbente e fate raffreddare completamente.
Con un
cucchiaio o come nel mio caso con un sac a poche con bocchetta a stella, riempitele
della soave ricotta dolce e spolverizzate con granella di pistacchio.
Stupende,
come la Sicilia.
Le cartoline della festa del papà che vedete di sfondo in alcune foto, sono della mia amica Alessandra e potete scaricarle gratuitamente qui.

12 Comments

  • Ma ti è arrivato il mio commento???

  • Riscrivo:

    Che dirti? Che mi hai fatto ridere e commuovere allo stesso tempo, e, nonostante quello che dici, hai centrato il nocciolo della questione e l'hai detto così bene, che un celiaco non avrebbe saputo!
    E poi? E poi che è vero, ci si sceglie per affinità e noi ci siamo scelte!
    E poi, la ricetta? Sei stata più brava di me, l'hai descritta benissimo e realizzata meravigliosamente bene, con quella ricotta così perfettamente stesa. Insomma, standing ovation, per te!!!

    P.s. Lo sai che io ho fatto il viaggio di istruzione nella costiera amalfitana??? E l'ho amata alla follia! 😀

    • lacaprino ha detto:

      Mi piace suscitare emozioni ambivalenti. Mi piace in generale quando una persona ti è affine, ma non riesci a trovare per lei una definizione unica. Grazie per questa amicizia digitale, grazie per i tuoi complimenti. Quanto alla costiera, che io frequento dalla nascita, non posso che condividere il tuo amore. Se non fossi abituata alla sua vista mi piacerebbe poterla vedere con occhi vergini e potermi meravigliare.
      Ti abbraccio Stefania.

    • Vaty ♪ ha detto:

      io VI ADORO!! 🙂

  • Ginestra e il mare ha detto:

    ma come ..dov'è il tastino per diventare tua follower?
    baci

  • Anna ha detto:

    Francesca scusami se te lo dico: Sei una forza, uso il gergo della mia bimba, arrivo qui da gruppo fb, mi piace come scrivi ma soprattutto quello che cucini. Buona serata

    • lacaprino ha detto:

      Scusarti? Ma io con tutti questi complimenti arrosisco 🙂 e poi a me il gergo dei bambini mi piace tantissimo…i miei figli dicono che sono la mamma più figa del mondo, ma loro sono senza dubbio di parte!
      Quindi grazie di cuore Anna.

  • Ale ha detto:

    Cara Fra, io ci riprovo perché se è vero che sono molto calabrese, è anche vero che è molto riconosciuta la mia testardaggine… 😀
    Pensa che io la Fornostar in questione la conobbi dal vivo circa un anno e mezzo fa…un vero vulcano di simpatia, travolgente e dolcissima! Ricordo le prime volte che interagimmo in privato, mi disse grazie perché sperimentavo dolci gluten free e io ne fui onorata!
    Confermo anch'io che nel web ci si avvicina per feeling e per istinto proprio come nella vita reale ed è bello sentire questi bellissimi sentimenti di amicizia in quest'altra dimensione.
    E tu sei tra quelle… ho provato, affascinata, i tuoi biscotti a dicembre e da lì non ti ho più mollata. Mi piaci moltro e il pensiero che ti conoscerò presto, mi rende molto felice!
    Complimenti per queste bellissime sfince! Un bacione!

    • lacaprino ha detto:

      Sai benissimo Ale che il sentimento è assolutamente reciproco e sai anche che non vedo l'ora di volare e conoscerti di persona. Ma lo sai che le mie origini pure sono calabresi (mio papà è nato lì) e che mio nonno mi prendeva sempre in giro perchè diceva che tenevo la capa tosta per questo?
      Comunque in questa bella piazza web, le persone si riconoscono lo stesso e si piacciono lo stesso.
      grazie del tuo affetto, completamente ricambiato.

  • Patty Patty ha detto:

    France anche io spero sempre di essere intollerante a qualcosa, solo per poter eliminare qualcosa dal mio variopinto menù…. ma sai che ti dico? Non è meglio avere un paio di chili (nel mio caso un paio è un eufemismo!) in più? Almeno i nostri figli sanno che possono abbracciare qualcosa! Buonissime le sfince, buonissime! un bascione

    • lacaprino ha detto:

      Ma si Patty, è che a volte deresponsabilizzarsi un pò è qualcosa di cui si sente il bisogno. Io i chili li vivo con un pò di sensi di colpa, perchè mangiare e preparare da mangiare mi piace troppo.
      un abbracio.

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