Il principe povero – Cipolle gratinate al forno

A me i
ragazzi ricchi non sono mai piaciuti. Ed è un fatto.
Il denaro
per diritto di nascita unito ad una pessima educazione, credo sia fra  i maggiori responsabili dell’esistenza stessa
dell’arroganza.
Se state per
dire che non tutte le persone ricche sono spregevoli, non posso che darvi
ragione, anche perché non solo non l’ho detto, ma soprattutto non lo penso.
Io ho detto,
e parlo per esperienza diretta, che il binomio ricchezza + cattiva educazione
produca arroganza.
Non saprei
dirvi se per sfortuna o per fortuna, io, in un ambiente particolarmente pregno
di individui  di siffatta specie, vi
ho trascorso dai 3 ai 18 anni, ovvero tutto il periodo noto con il nome di
scolarizzazione.
Ora, se avete
presente cosa si prova quando le mutande si ostinano ad infilarsi fra le
chiappe o quando le calze continuano a scendervi oltre  la giusta altezza del cavallo, potrete
senza sforzo farvi un’idea del grado di piacevolezza che mi ha accompagnato per
15 anni filati.
Niente,
l’ambiente mi stava stretto. Mi stava stretta quell’aria ingiustificata di
superiorità, quel modo presuntuoso di giudicare gli altri, quella saccenza
mista a irrispettosità (si può dire?che la crusca abbia pietà di me) con cui si
rivolgevano ai professori, quella sproporzionata quantità di denaro con cui
hanno sempre pensato di comprare tutto compreso il prossimo, quell’ostentazione
volgare di capi d’abbigliamento firmato (e 9 volte su 10 pacchiano) con cui
solevano abbigliarsi in modo sistematico e uguale per tutti manco fosse un
marchio della loro fabbrica e poi…poi potrei proseguire sulle infinite cose che
in 15 anni  ho avuto l’occasione di
vedere e detestare, ma cercherò di essere breve.
Mia madre mi
prende in giro, e ridendo mi dice che il denaro mi ha sempre fatto schifo e che
ho sempre avuto una predilezione spiccata per i morti di fame, gli artisti e i
visionari.
Non potrebbe
avere più ragione di così.
Se un
ragazzo di 18 anni e un nanosecondo, si presenta sotto casa con una
decappottabile da 100.000 € fresca di concessionaria e quello sguardo tipico
del “ce l’ho grosso come la macchina e se mi posso permettere lei posso
permettermi anche te”, io cosa avrei dovuto fare se non  ridergli in faccia  e rientrare dentro per spararmi una
puntata di Ally Mc Bill?
Io quel
genere di presupponenza l’ho sempre odiata. Io quelli che si fanno belli con il
culo degli altri non li ho mai sopportati e se a 18 anni hai una macchina che
io ancora oggi non potrei permettermi, direi che saresti dovuto venire a
prendermi con un modellino di hot wheels, mica con il mercedes che ti ha
comprato papi, no?
Quindi si,
amore spassionato per le persone capaci, quelle che a prescindere dal numero di
zeri del conto in banca del padre, hanno avuto la forza e la volontà di contribuire
al loro divenire sin dai banchi di scuola, senza superbia, senza
sbruffonaggine, ma soprattutto senza maleducazione.
Si dice che
ogni donna ricerchi nella figura del proprio uomo un po’ quella del proprio
padre.
Nella mia
ricerca, è probabile che io ci abbia aggiunto  anche un po’ di quella di mia madre , perché sicuramente non
è un caso che io abbia imparato ad amare chi partendo da zero per scelta, abbia
costruito prima la sua capanna, poi la sua casa e pian piano tutto il resto.
Non è un
caso che io sia felice di ogni piccola cosa soprattutto quando è costata tanta
fatica, e no, non è un caso che l’uomo che ho accanto sia partito da zero, sia
un grande visionario, un’artista certo e un uomo che conosce la fatica e che
l’ha sempre praticata per raggiungere i suoi obiettivi.
E poi,
ultimo ma non ultimo, quando l’ho conosciuto non aveva ereditato nessun
macchinone, e la macchina che ha ora è una Micra vecchio modello, presa usata,
che è la mia macchina preferita, ma soprattutto che abbiamo comprato insieme.
Cipolle
gratinate al forno
Ingredienti (per 2 persone
golose o 4 solo curiose)
4 cipolle
rosse di tropea (o quelle che preferite)
Misto spezie essiccate in foglie (a vostro gusto. io ho usato, salvia, rosmarino, origano e timo)
Sale e pepe
q.b
Pan grattato
q.b.
½ bicchiere
di acqua
½ bicchiere
di vino bianco
Non so voi,
ma io le cipolle le mangio crude, bollite, soffritte, stufate e in qualunque
modo possibile e immaginabile vi venga in mente, con somma gioia di mio marito,
il quale mi detesta puntualmente.
Io lo ignoro
pedissequamente e vado avanti per la mia strada sia cucinandole che tagliandole
a crudo nell’insalata.
La ricetta
di oggi è di una facilità disarmante, ma non per questo il risultato sarà meno
pregevole di una preparazione elaborata.
È un
contorno velocissimo, 5 minuti di preparazione e via in forno per 30 minuti di
cottura!
Insomma un
“31 salvi tutti” che sono sicura potrete preparare in ogni momento se la vostra
dispensa, come la mia, non è mai carente dell’ingrediente in questione.
Tagliate le
cipolle a fette intere di circa 3 mm e disponetele sudi una teglia che avrete
precedentemente spruzzato di olio evo, formando un primo strato che condirete
con del sale, una spolverata leggera di erbe aromatiche miste, del pepe nero e
dell’olio evo.
Procedete ad
un secondo e se volete ad un terzo strato, ricordandovi di condire ogni volta.
Spolverate
sull’ultimo strato anche del pan grattato, poi aggiungete un mezzo bicchiere di
acqua o di brodo e infornate a 200 gradi in forno statico per 20 minuti.
Trascorso questo tempo aggiungete anche il mezzo bicchiere di vino e lasciate
che sfumi con funzione grill.
Mangiatele con gusto e poi baciatevi appassionatamente!

8 Comments

  • Buone! Anche a me i ricchi presuntuosi figli di papà non sono mai piaciuti. E ne ho frequentati… l'ostentazione della ricchezza mi infastidisce profondamente.

  • Vivi e... ha detto:

    Giusto giusto e ancora giusto! A me diverte pensare a questi figli di papà che cadono e falliscono, perché prima o poi succede, a quanto si fanno male visto che arrivano da mooolto più in alto di me! ?

  • Anonimo ha detto:

    Le cipolle sono la base di qualunque piatto asiatico. suggerirei di provare a fare dei ravioli di carne, con cipolle e patate. provare per credere

    • lacaprino ha detto:

      si accettano tutti i suggerimenti. tu mi dici la ricetta e io la eseguo. però firmati anche la prossima volta, così so con chi parlo e parliamo meglio! 🙂

  • Anonimo ha detto:

    Mmmhh la crusca non so ,ma la segale di sicuro non ti perdonera'mai ahahahahah.
    Pensa ,mi passarono a prendere con una RR ,chi la guidava aveva ereditato un sacco di soldi dai genitori facoltosi avvocati, deceduti entrambi.Pensava di aver in mano il mondo,non fece mai colpo,almeno con me ☺ Lo persi di vista ,e continuai a lavorare nella cucina di un ristorante allora stellato. Lo rividi anni dopo nel MIO ristorante,indossava una giacca di Valentino,l'unica cosa che …"mi e'rimasta questa di tutto il lusso che possedevo' . Che tristezza profonda provai,spari'non ne seppi piu'nulla !

    • lacaprino ha detto:

      Purtroppo io l'ho detto, la cattiva educazione è il colpevole principale. Molto spesso, o forse meglio dire quasi sempre, se non hai avuto genitori intelligenti alle spalle sei fottuto, prima o poi. Conosco invece menti brillanti e benestanti cui è stato insegnato che il benessere di partenza andava inteso come privilegio e non come premessa. In ogni caso poveretto il tipo, speriamo abbia preso la caduta come un buon punto per ricominciare. E la prossima volta mi auguro di scoprire anche il tuo nome e magari anche quello del tuo ristorante! 🙂

  • Anonimo ha detto:

    Francesca,il mio ristorante non esiste piu'..del resto sono passati 26 anni e io non sono piu'giovincella �� non esiste piu' neanche lo stellato purtroppo ,ai tempi insieme a Giannino,Marchesi (che ho avuto anche come Maestro) era uno dei migliori di Milano �� si chiamava Calajunco ..ma prima di approdare li,avevo gia fatto qualche anno di gavetta �� professinalmente ho avuto TANTISSIME soddisfazioni PERSONALI ,come il privilegio di far mangiare un "piccolo grande" uomo con un nome che forse ricordi anche tu,anche se sei molto giovane … un certo Pertini ��

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