La forchettata e il morso – Crostatine al cioccolato con crema difragole e ganache al cioccolato

Per non
deludere i romantici inguaribili, introdurrò in questo post salato ,ma per
niente amaro, un fascio di luce,come elemento dolce.  
Il suddetto,
entrava dalla finestra obliquo, e dalla sua inclinazione si sarebbe potuto
intuire senza sforzo che l’ora del pranzo era passata da un po’, ma non troppo.
Potevano
essere le 15, forse le 15,30 ed io mi ero girata maliziosa a controllare che
lui fosse esattamente dove io mi aspettavo che fosse.
Quello che
non potevo immaginare ,era, che l’oggetto del mio desiderio aveva fatto fare un
giro di circa 90° alla sua sedia girevole, per assicurarsi che anche io fossi
esattamente nel posto dove lui si aspettava che io fossi.
Fu la prima
volta che i nostri sguardi si incrociarono, che i nostri occhi andarono verso il
basso e che sorridemmo contemporaneamente.
Dopo
l’imbarazzo e i fuochi d’artificio che cominciarono ad esplodermi nel petto, superai
ogni pudore e ignorando la folla di colleghi che pure potevano dirsi digiuni,
lanciandomi in un: “che dici pranziamo?”
Così
raccolsi il mio cestino per il pranzo e mi diressi verso la sala riunioni,
chiaramente vuota e splendidamente piena di luce.
Aprimmo il
balcone e lasciammo che quel fascio di luce ci scaldasse in quella fredda
giornata di febbraio. Io aprii il mio contenitore e ad attendermi c’erano degli
straccetti di pollo con i carciofi che erano stata anche la cena della sera
prima della mia famiglia, cui io come al solito non avevo potuto partecipare.
Poi lui
prese un involucro argentato, chiuso con cura, chiuso come solo una mamma avrebbe
potuto chiudere, e ne uscì fuori una rosetta di pane farcita di provola di
agerola, mortadella e peperoni al gratin.
Il mio
sguardo faceva la spola tra quel fascio di luce che entrava nel verde brillante
dei suoi occhi e quel capolavoro culinario che stringeva tra le mani.
Parlavamo, ma
lui dovette notarlo immediatamente che guardavo con la stessa gioia sia lui,
che il suo panino.
La cosa deve
essere stata così esplicita ed evidente che senza domandarmelo, lo avvicinò
così tanto alla mia bocca, che io dovetti mangiarlo senza proferire parola,
senza chiedere un ulteriore permesso, senza vergogna per l’ardire.
Quando i
miei denti attraversarono tutti gli strati di farcitura, la mia bocca si chiuse
e il mio morso potè dirsi concluso, allora e solo allora, mentre continuavo a
guardare quegli occhi che mi mandavano in estasi, iniziai ad avere difficoltà a
seguire il discorso e cominciai letteralmente a sognare.
Si, mi
immaginai nella casa dei suoi genitori, mi immaginai in una domenica del
prossimo futuro, in cui sarei stata seduta alla sua tavola a mangiare le
leccornie che la stessa donna che aveva preparato quel panino avrebbe poi
preparato per noi.
Mentre lui
parlava, io me lo ero già immaginato come 
il mio sposo, come il mio compagno e come tutta la mia famiglia e non mi
importava niente che non lo conoscessi ancora quasi per niente o che non lo
avessi neanche mai baciato.
Io in quel
fascio di luce e in quel morso avevo avuto come un’illuminazione,  ne ero sicura,  lo avevo capito, ne ero assolutamente
certa.
Quando
alcuni giorni dopo (o settimane, non ricordo), ci ritrovammo in quello che
ancora oggi è il nostro ristorante del cuore, ordinammo lui un primo e io un
secondo e ci ritrovammo a mangiare entrambe le portate dallo stesso piatto.
Bene, quella
sera lui disse che era stata la prima volta che divideva il cibo con
un’altra persona e che gli sembrava che farlo con me fosse la cosa più bella e
naturale del mondo.
Dunque non
mi sbagliai, quella donna, quella che preparò quel panino meraviglioso, divenne
di lì a poco mia suocera e lui oltre a sembrarlo nei miei sogni, divenne
effettivamente l’uomo della mia vita, 8 anni fa e per sempre.
Fu così che
due persone presero coscienza del loro reciproco amore, chi dopo un morso, chi
dopo una forchettata, ma entrambi mangiando.

Crostatine
al cioccolato con crema di fragole,lamponi e ganache al cioccolato
Ingredienti
Per la
frolla al cioccolato:
190 gr di
farina
160 gr di
burro
6 cucchiai
di cacao amaro
6 cucchiai
di zucchero
un pizzico
di sale
un uovo
grande
Per la
marmellata veloce di fragole e lamponi
250 gr di
fragole
70 gr di
lamponi
2 cucchiai
di zucchero
1 cucchiaio
di miele d’acacia
Per la
ganache al cioccolato
270 gr di
cioccolato bianco
2 cucchiai
di cacao
200 ml di
panna liquida dolce
oppure
280 gr di
cioccolato fondente 70% di ottima qualità
200 ml di
panna liquida dolce
Vi confesso
che non mi assumo nessuna responsabilità per la quantità smodata di zucchero
presenti nella prima e nella seconda parte di questo post.
Anch’io mi
sono innamorata e l’ho fatto come tutti perdendo letteralmente la testa per
l’oggetto del mio amore, per cui ogni tanto mi piace celebrarlo dedicandogli un
articolo e facendogli trovare al ritorno a casa dei dolci da svenimento.
Ho lavorato
a questa frolla un po’ di tempo, ma posso orgogliosamente dire di essere
finalmente riuscita a farla esattamente come la volevo, amara ma non troppo e
super cioccolatosa, di aver riparato alla mancanza di cioccolato fondente con
una trovata riuscitissima e di aver completato il tutto con una marmellata
super veloce e allegramente goduriosa.
Il
risulatato è un dolcetto da svenimento, super buono, super bello e  che spero vi farà innamorare al primo
morso.
Chiaramente
l’orgoglio è doppio, perché la ricetta è proprio mia mia, quindi se  non vi piace potete proprio prendervela
direttamente con la sottoscritta.
Ecco a voi,
cominciamo.
Prima di
tutto, partite con la preparazione della ganache, perché ha bisogno di alcune
ore di riposo. Come vi dicevo superato il mio disappunto per l’assenza in casa
di cioccolata fondente (ma come non l’avevo comprata l’altro ieri?…bah!), ho
ovviato alla cosa utilizzando il cioccolato bianco  e modificandone aspetto e sapore con l’aggiunta del cacao.
Ho fatto
sobbollire la panna in un pentolino e l’ho versata poco per volta su due
cucchiai di cacao amaro che ho mischiato con una frusta fino al suo
scioglimento, ho poi versato il cioccolato bianco spezzettato grossolanamente e
mescolato bene fino ad ottenere una crema liscia (se non dovesse sciogliersi
perfettamente, passate tutto al microonde per una ventina di secondi) e ho
risolto la situazione, ma se voi doveste avere del cioccolato fondente, saltate
il passaggio del cacao e versate la cioccolata direttamente nella panna.
Una volta
ottenuta una crema liscia, mettete il tutto a raffreddare a temperatura
ambiente fino al completo raffreddamento.
Per la
frolla, nella ciotola di una planetaria con gancio impastatore oppure su di una
spianatoia, ponete la farina a fontana e aggiungete il cacao, lo zucchero, il
pizzico di sale, l’uovo (uno di quelli grandi grandi) e  il burro freddo a pezzetti piccoli e
impastate fino a che l’impasto si staccherà dalle pareti della ciotola o dalle
vostre mani.

Formate una
palla con l’impasto, avvolgetelo nella pellicola e riponetelo in frigo a
riposare  per almeno un’ora.
Nel
frattempo, sciaquate le fragole, privatele del ciuffetto verde e della parte
bianca e tagliatele in cubetti piccoli. Mettetele in una padella insieme ai lamponi interi, a due cucchiai di
zucchero di canna e uno di miele di acacia e avviate un  fuoco vivace.
Rigirate con
una spatola di legno per circa 5-7 minuti, fin quando otterrete una crema
piuttosto densa e caramellata.

Ungete di
burro degli stampini, cospargeteli con del cacao rimuovendone l’eccesso e
formate le vostre crostatine oppure fate lo stesso con uno stampo unico di max
26 cm, ricoprite poi con carta forno e mettete al centro dei legumi secchi.
Infornate in
forno statico preriscaldato a 180° per 20 minuti, poi eliminate carta e legumi
e lasciate cuocere per altri 10 minuti.
Sfornate, rimuovete
gli stampini delicatamente e mettete a raffreddare su di una gratella.
Prendete ora
le farcie e con un cucchiao formate un primo strato di marmellata e un secondo
di ganache, decorate a vostro piacimento con fragole e lamponi e, se avrete la
pazienza di non sbranarli così, allora poneteli in frigo per una mezz’oretta
almeno o fino ad ora di cena.
Non ho
notizie sulla conservazione, non ne ho avuto bisogno, ma immagino che per un
paio di giorni in frigo si manterranno perfettamente.

13 Comments

  • Bellissimo racconto…Bello ancor di piu' che a distanza di otto anni tanti particolari ti scaldano ancora il cuore…. Queste tartellette poi sono proprio foodporn 😛

    • lacaprino ha detto:

      Sai Marinella,secondo me certe cose non si scordano mai. perchè io quando l'ho visto la prima volta ho cominciato ad avere le farfalle nello stomaco e di quei mesi di sfarfallamento mi ricordo ogni istante. Lui dice sempre che con la dentiera traballante, racconteremo tutte queste storielle ai nostri nipoti. Io non vedo l'ora. ti abbraccio e grazie.

  • cooking rosa ha detto:

    Mi emoziona ogni volta leggere le tue parole. Riesci a dipingere immagini vive e suggestive. Ho avuto l'impressione di vederti mordere quel panino, giuro. Per non parlare della ricetta allegata … Inevitabilmente scatta la fame!!

    Un bacio,
    Rosa

  • Meno male che invece, il mio dolce doppio, non fu scoraggiato dal fatto che dividendo una pizza, io mangiai tutto il centro lasciando a lui solo il bordo… 😀
    Queste crostatine sono stra magnifiche!!!

    • lacaprino ha detto:

      La pazienza e la generosità, Stefania, sono gli ingredienti segreti di ogni storia d'amore. Mi sa che tuo marito non fa eccezione! ti abbraccio.
      p.s. le crostatine sono proprio una delizia, se riesco a capire come comporre una frolla gluten free con la farina di mandorle, giuro che te le porto fino in sicilia!

  • Condividere il cibo, dividerlo, mangiare dallo stesso piatto, magari porgendoselo è un momento di grande intimità e ci vuole sintonia e spontaneità… e certo che poi non vi siete più lasciati! Che bella immagine e che amore vi unisce… ma anche la ganache al cioccolato è un collan t e niente male. 😉
    E poi non ho ragione a dire che sei generosa?
    Ti abbraccio

    • lacaprino ha detto:

      Ma la generosità non dipende da me, quella è tutta colpa del cibo…è lui il colpevole, perchè è una sua proprietà intrinseca quella di nascere per la condivisione ed io sono solo una vittima, giuro. Se creo una cosa buona, allora devo farlo per gli altri e dividerla con gli altri, capito? non è merito mio!
      Ti abbraccio Francesca e grazie sempre.

    • Allora lo ringrazio il cibo perché ti fa anche raccontare storie meravigliose.

  • Alessandra Gio ha detto:

    Oddio, che bello, Francesca! Sono qui a piangere come una cretina!! Belli che siete!! <3

  • lacaprino ha detto:

    Oddio Ale, non piangere per carità! Belli però siamo belli! 🙂

  • Vivi e... ha detto:

    Uh che belle parole! Tutte piene di farfalle, zucchero e io aggiungo anche qualche coccinella e un prato con le margherite! Il cibo dovrebbe essere sempre così….associato alla felicità!

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