Ansia da modernità – mini bundt cake al cioccolato con glassa all’arancia

mini chocolate cake
Mi sarebbero
piaciuti di più i bigliettini di carta lanciati di nascosto dai professori.
Quando ne
scrivevi uno e poi lo lanciavi al suo destinatario, venivi attraversato da un
brivido di molteplici emozioni.
Sarebbe
arrivato al desinatario?
Lo avrebbe
letto prima lui o sarebbe urtato contro il compagno sbagliato?
E se il
professore lo avesse visto, allora lo avrebbe letto facendoti morire di
vergogna?
E se il
lancio avesse avuto la giusta traiettoria, allora quale sarebbe stata la
risposta?
Sarebbe
seguito un altro biglietto o uno sguardo di complicità?
L’amore e
l’amicizia senza whatsapp, avevano un gusto diverso.
Si, ho detto
diverso, perché io non dico migliore nonostante la mia nostalgia.
Che fossero
diari, messaggi,lettere o racconti, io sono stata una scrittrice pre digitale e
mi ritrovo ad esserlo anche 2.0.
Però io ho
leccato francobolli, imbucato lettere e atteso risposte nella mia cassetta
della posta.
Ho lanciato
messaggi di carta, ho scritto bigliettini, ho atteso gli amici nel luogo
concordato all’ora concordata (vabbè, loro hanno atteso me, diciamocelo) senza
possibilità di avvisarli del mio ritardo.
Ho vissuto
un’adolescenza per metà pre moderna e per metà post moderna. In terzo liceo
avevo un cellulare e la natura dei rapporti umani, l’ho vista trasformarsi
giorno dopo giorno sulla mia pelle.
Quando
dicevo che mi sarebbero piaciuti di più i bigliettini di carta però pensavo a
mio figlio.
Si, perché
dopo un anno di negazione, dopo un anno in cui ho maledetto tutti i genitori
dei suoi compagni per essere complici della prematura crescita della propria
prole, ho dovuto adeguarmi alla massa e riconoscere che, per quanto consideri
ancora giusta la mia posizione, mio figlio non potesse vivere l’emarginazione
in cui lo stavo confinando.
Il giorno di
pasqua, magicamente, dall’uovo regalatogli dal nonno, è sbucato un cellulare.
Di certo mio
padre ha concordato con me il misfatto, ma sta di fatto che il mio bambino, 10
anni e quinta elementare, ha con se un telefonino.
Si, un
bambino che ancora non è indipendente nei suoi spostamenti e nelle sue attività
quotidiane, ha con se uno smartphone.
Non l’ho costretto
a sottoscrivere un contratto, ma gli ho dato così tante regole di utilizzo che
in effetti possiamo considerare la situazione sotto controllo, anche se l’ansia
continua a pervadermi.
Non può
portarlo a scuola se sono io ad accompagnarlo, non può portarlo allo sport, non
può portarlo a tavola, non può portarlo a letto,  va spento entro le 20,30, se io parlo va poggiato da qualche
parte.
Se va a a
scuola da solo, cosa che fa da qualche giorno (la scuola è a 100 metri da
casa), deve chiamarmi appena arriva e poi spegnerlo immediatamente, se
dimentica di chiamarmi lo sequestro,se io chiamo e lo trovo acceso lo sequestro,
se lo perde ne avrà uno in sostituzione modello base da 20 euro che non va su
internet, deve essere caricato da lui, se il caricabatterie si perde deve
ricomprarlo con i suoi soldi, ogni acquisto di app deve essere sottoposto al
mio giudizio, niente profilo facebook, niente instagram, niente social in
generale per ora.
Rimangono
whatsapp e i messaggini.
Ne arrivano
200 ogni ora dal gruppo scuola e dal gruppo classe.
Se fossi un
po’ meno colpevole di passare tutto il tempo che in effetti passo sui social,
allora mi sentirei meno bigotta ad avere un piglio così autoritario, ma invece
sono proprio colpevole assai, signori della corte, e conosco benissimo i
rischio di incappare da un giorno all’altro in una inconsapevole dipendenza da
informazione di massa e desiderio di illusoria  popolarità .
Questa
consapevolezza mi spinge alla protezione.
So dove
risiede il male e come mamma voglio tenerne mio figlio ovviamente lontano.
Se credete
che non sappia che nel giro di un paio d’anni guarderà video porno chiuso in
bagno, vi sbagliate (e quando succederà io non busserò a quella porta, lo
giuro), ma due anni sono tanti, due anni sono importanti, due anni sono quello
che lo separano dallo stato di bambino a quello di adolescente e in questi due
anni vorrei proteggerlo e darmi il tempo di formarlo ancora un po’ e fornirgli
gli strumenti adatti a renderlo capace di giudizio e di scelta.
Lo so, per
quanto giovane, social e moderna, rimango una mamma come tutte le altre.
Un po’
ansiosa, un po’ rompicoglioni e malinconica di palline di carta, di attese per
strada e cassette delle lettere.
È un passo breve
quello in cui comincerà a darmi della vecchia retrograda, esattamente come ho fatto io  vent’anni fa con mia madre, che aveva allora la mia stessa età.
mini cake al cioccolato
Mini
bundt-cake al cioccolato con glassa all’arancia e granella di pistacchi
Ingredienti (per 12 tortine)
Per
le tortine
40 grammi di
cacao
150 ml di
acqua
100 gr di
burro
1 cucchiaino
di caffè solubile*
180 gr di
zucchero
1 uovo
grande
120 ml di
panna acida o di yogurt greco
buccia di ½
arancia bio
120 gr di
farina
1 cucchiaino
raso di bicarbonato
i semi di ½
bacca di vaniglia (oppure mezza bustina di vanillina)
un pizzico
di sale
*se non
avete il caffè solubile, allora usate una tazzina di caffè della moka,
aggiungendola all’acqua indicata in lista, ma senza superare i 150 ml totali di
liquido (per intenderci potrebbe essere 30-40 ml di caffè+acqua fino a 150 ml)
Per
la glassa
4 cucchiai
colmi di zucchero a velo (80 gr c.a)
1-2 cucchiai
di succo di arance sanguinelle
granella di
pistacchi
bundt cake pan
Se mio
marito facesse davvero attenzione a tutto, allora si sarebbe accorto che i
dolcetti che ha mangiato stasera e che mangerà domani mattina a colazione,
oltre ad essere a suo giudizio perfetti, avevano anche una forma nuova, come
nuovo è lo stampo che ho comprato qualche tempo fa e che si aggiunge alla mia
collezione infinita di stampi per torte e dolci.
Se fosse più
attento, forse si arrabbierebbe di più e mi rimprovererebbe di sperperare più
soldi per le caccavelle di casa che per qualunque altra cosa.
Si, una
volta erano solo i vestiti, le scarpe e le borse e ora la palla se la
palleggiano loro e gli oggetti per la casa.
Tornando a  noi, oltre a sperperare il nostro
denaro, cercavo di capire come fare un dolcetto che a lui potesse piacere
davvero. Un dolce poco dolce, perché ad entrambi non piacciono le cose
stucchevoli, e che lo colpisse al cuore.
Ho giocato
anche facile se vogliamo dire, perché cioccolato e arancia è un abbinamento
pure abbastanza classico, ma poco importa quanto sia in voga perchè rimane uno
dei suoi preferiti.
Dunque forma
nuova, nuovo impasto, cioccolato, arancia, pistacchi e cominciamo.
mini cake al cioccolato
Per questo
impasto non vi occorrerà la planetaria, ma solo una frusta,qualche ciotola e la
bilancia.
Preriscaldate
il forno a 180° con funzione statica.
Sciogliete
il burro a bagnomaria o in microonde per una 30 di secondi, scaldate anche
l’acqua (non occorre che bolla, ma deve essere abbastanza calda) e versate in
una ciotola.
Aggiungete
il cacao setacciato e mescolate con una frusta fin quando sarà ben sciolto e
lasciate raffreddare.
mini cake al cioccolato
Mentre
aspettate riunite in una ciotola la farina, il bicarbonato e il sale
setacciati.
Quando il composto
di cacao si sarà freddato, aggiungete lo zucchero, il caffè in polvere, i semi
di vaniglia, la scorza d’arancia e l’uovo e amalgamate. Aggiungete la panna
acida (se volete farla in casa mescolate un’ora prima di cominciare 60gr di
yogurt greco, 60 gr di panna liquida dolce e due cucchiai di limone e fate
riposare) o in sostituzione lo yogurt greco e mescolate velocemente.
In una volta
sola aggiungete tutti gli ingredienti secchi e amalgamate ancora una volta
molto velocemente.
mini chicolate cake
Imburrate il
vostro stampo (se non ne avete uno come il mio, potete usare anche quello per
ciambelline o un comune stampo da muffin),spolveratelo con del cacao (non usate
la farina perché i dolcetti rimarrebbero bianchi),riempite con il composto per
2/3 dell’altezza e cuocete per circa 20-25 minuti, verificando la cottura con
uno stecchino di legno che dovrà risultare asciutto.
Sfornate le
vostre mini bundt cake e aspettate che si raffreddino prima di estrarle dallo
stampo.
Preparate la
glassa all’arancia mettendo in una ciotola 4 cucchiai colmi di zucchero a velo
e aggiungete un cucchiaio di succo di arancia (io ho usato le sanguinelle, che
danno un colore rosato) alla volta fin quando non otterrete una crema liscia e
fluida.
mini chocolate cake
Mettete le
tortine su di una gratella e con l’aiuto di un cucchiaio, glassate le tortine.
Spolverate
con granella di pistacchi prima che la glassa si secchi.
Buona
colazione, merenda o vattelappesca.
mini chocolate cake

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