O si ama o si odia e l’intervista – Rotolini di lasagna monoporzione

La
pubblicità di un famoso marchio di scarpe italiane -erano probabilmente gli
orridi (poveri loro) anni 90- recitava così: “marchio, pausa ad effetto, o la
ami o la odi”.
Dubito che
qualcuno la ricordi ,e ahimè ,di quel decennio disgraziato  di inutile decadenza credo possiate
ricordare solo l’abbondanza di culi e tette in tv, la pessima musica ,gli abiti
orrendi e l’incedere di Berlusconi.
Anni
disgraziati, l’ho già detto?

Ma torniamo
allo slogan e cerchiamo di capire perché oggi perderete 10 minuti della vostra
esistenza a leggere di questa cosa (ovvio che ve ne sono grata).
Una mia cara
amica, di quelle che ti conoscono da quando scaccolarti in pubblico non era
peccato, un giorno disse di me, parafrasando lo slogan, Francesca: o si ama o
si odia.
Pare sia
andata sempre così.
Pare che le
vie di mezzo siano da considerarsi una scelta dell’età adulta, perché vi
assicuro che questa definizione mi ha reso molto fiera per tutti gli anni
dell’adolescenza e fino a quando la dolcezza del parto mi ha poi modificato i neuroni
(oltre che l’addome).
“Io sono
quella che o si ama o si odia (!)”, mi ripetevo tutta tronfia.
Ma il mio
ego, un ego che non ha comunque mai visto periodi di estrema decadenza,
preferiva la seconda parte senza indugi.
Fiera del
disprezzo che riuscivo a provocare in un numero di persone  decisamente superiore a quello della
prima parte dell’epiteto, me ne andavo vantandomi dell’antipatia che riuscivo a
suscitare nei più  e senza il
minimo sforzo.
Dovevo esser
proprio felice se i professori – cui rompevo i coglioni con domande che li
mettevano in difficoltà e che contestavo ad ogni occasione possibile –
intimarono a mia madre di cambiarmi scuola perché altrimenti mi avrebbero
bocciato per punizione.
(E mia madre
lo fece eccome, l’ultimo anno di liceo, l’ultimo anno lontano dai miei amici,
l’ultimo anno che è il più bello e si sa)
Ma io ero
imperturbabile, fiera di non andarmene in giro in cerca dell’approvazione del
prossimo, fiera del mio carattere a volte burbero, a volte esuberante, a volte
un po’ cattivo e sempre decisamente sarcastico.
La mia
teoria, semplice e lineare, era più o meno la seguente: se una persona è
simpatica a tutti o comunque ai più, allora deve avere uno o più problemi.
Problema
numero 1: vuole piacere a tutti.
Problema
numero 2: soffre di scarsa autostima
Problema
numero 3: manifesta attitudine alla compiacenza del prossimo
Problema numero
4: mostra un’indiscutibile capacità di adattamento ai gusti degli altri
Problema
numero 5: manifesta liquidità (un po’ come l’acqua, che prende la forma del suo
contenitore)
Io no, non
mi sono mai adattata ai gusti degli altri e non mi pare di aver mai modificato
il mio carattere in base alla persona che avevo di fronte, sicuramente mai
stata liquida.
A volte ho
desiderato molto piacere a qualcuno che a mia volta mi piaceva molto, quindi
certo che qualche palo negli occhi l’ho preso anch’io, ma è anche vero che di
solito ho l’attitudine ad amare anime affini.
Nonostante
me ne andassi fiera, avere un brutto carattere è un fardello abbastanza pesante.
Alla gente
non piacciono le persone che fanno domande inopportune, non piace una che non
sta mai zitta, non piace avere di fronte qualcuno che non controlla il rispetto
di tutte le regole sociali prima di proferire parola.
Sono quasi
certa per esempio, che alcune mie compagne di classe (no, non tutte e no, non
le amiche), non solo mi odiassero, ma avessero quasi timore che io mi
rivolgessi a loro.
A distanza
di anni, un po’ meno scema di allora, un po’ più cosciente che alcuni rapporti
umani avrebbero meritato più attenzione, me ne dispiaccio.
Insomma, ero
proprio una stronzetta acida, sempre pronta a dire la sua, sempre pronta a non
tacere mai.
E c’erano
quelli che mi odiavano e c’erano quelli che mi amavano, ognuno nei due aspetti
della cosa, in maniera molto intensa.
Poi
evidentemente questa cosa, nello scritto del mio destino, avea da cambiare .
Così il fato
mi mandò Claudio ed insieme a lui un pacco di dolcezza, forse un cambio
ormonale, forse la maturità.  E
tutto cambiò.
Non tutto
forse, ma io si.
Io che sono
rimasta una gran rompicoglioni, che mi reputo trasparente come il vetro e
sincera come pochi, continuo a diffondere il mio pensiero, ma con un’umanità e
un’umiltà molto diverse da allora. Mio figlio, i miei figli, mi hanno cambiata.
Naturalmente
non mi hanno cambiato in modo completamente radicale, perché sulle persone la
penso sempre uguale e su me stessa pure.
Il concetto
è lo stesso, ma forse sono cambiate le proporzioni.
Sono
convinta di fare ancora lo stesso effetto alla gente , ma di essere mediamente
meno detestabile.
Quello che
ancora mi rende fiera e molto tronfia, rimane la consapevolezza che, pochi o
molti, quelli che mi amano davvero siano non solo esseri piuttosto coraggiosi e
spiriti affini, ma certamente il più grande tesoro che io abbia accumulato in
tutta la mia vita.
p.s. se dopo
questo post vi sto un po’ sulle palle, sappiate che la cosa non mi dispiace. J
Rotolini di
lasagna monoporzione
Ingredienti per 6 persone
500 gr di
lasagnette ricce (il più lunghe possibile)
500 gr di
ricotta romana
600 gr di
foglie di spinaci (al netto degli scarti)
1 kg di
pomodorini piccadilly (o se siete fortunati di datterini)
1 spicchio
d’aglio
1 mazzetto
abbondante di basilico
6 cucchiai
c.a. di olio evo
100 gr di
pecorino
50 gr di
parmigiano
sale e pepe
q.b
lasagna monoporzione
Se siete di
quella specie che legge la ricetta e salta il racconto, allora sono fortunata
io e un po’ meno voi, perché anche nella ricetta vi aspetta un pippone.
Un pippone è
un lungo prologo che precede l’argomento vero e proprio e dovete sorbirvelo
tutto, a meno che non riusciate ad individuare  velocemente il punto in cui inizio a spiegarvi la ricetta e
smetto di tediarvi.
Questa vita
da blogger però non può essere solo lunghe sessioni di cucina, cui seguono
lunghe sessioni di fotografia, cui seguono lunghe sessioni di scrittura e per
finire di impaginazione.
No, lasciatemi
uno spazio per raccontarvi di qualche piccola soddisfazione, lasciatemi
raccontare che in questa settimana trascorsa, in cui sono stata un po’ assente,
con un ritmo incessante, sono succese due cose proprio belle.
La prima: la
mia prima intervista.
La seconda:
la mia seconda intervista.
Si,
improvvisamente pare che la mamma più incasinata del web abbia dato libero
sfogo al suo ego in due occasioni distinte, entrambe emozionanti.
Bando alle
ciance e procediamo. L’intervista per il Corriere la trovate qui,
se cliccate verrete spediti direttamente all’articolo e se vi va potrete
leggerlo, in caso invece voleste proprio entrare nella mia cucina, sentirmi
parlare e, udite udite, assistere alla preparazione della ricetta che vi
propongo oggi, allora dovete guardarvi (si, un’intervista video!) la mia intervista per Fan Page.
Una
giornalista, (Gaia Bozza, che ringrazio) una telecamera, tante chiacchiere e io che vi
racconto un po’ di me, mentre vi preparo da mangiare.
thebigmessedupmum intervista fan page
Che dire,
emozionata ero emozionata, ma a dirla tutta la cosa mi è venuta molto naturale
e mi sono anche divertita parecchio, quindi se volete vedermi, mi trovate
dal minuto 07:08 a chiudere il servizio.
thebigmessedupmum intervista fan page
Ora parliamo
di questo piatto .
Questi
rotolini di lasagna sono, a parte deliziosi J,
un’ottimo alleato per le cene o le feste tra amici.
Di certo
nessuno vi vieterà di proporle ai vostri cari a cena domani sera, ma essendo
monoporzione e tanto belline da vedere, sicuramente saranno perfette anche
nelle occasioni speciali.
Al di là del
nome altisonante (la lasagna è fatta così), è anche un piatto leggero e molto
estivo, perfetto per questa stagione.
L’idea mi è
nata dalla pasta, nel senso che nei miei giri per il mercato ho trovato questo
curioso formato di pasta, una lasagna zigrinata, con i bordi ricci e la
lunghezza della pasta lunga che non avevo mai visto. Non ho resistito e mi è
venuta l’idea: arrotoliamo!
Non
disperate se non la trovate uguale e sappiate che la troverete simile di molti  marchi (lungi da me la pubblicità, ma
solo un aiuto per voi), ve ne indico 3 con link all’immagine:
Nel caso
proprio non riusciste a trovare un formato simile, secondo me, anche se meno
scenografica, la classica lasagna può fare il suo dovere di rotolino ridotto.
Ed
eccoci finalmente alla ricetta!
Pulite gli
spinaci e lavateli molto bene, assicurandovi di levare via tutto il terreno.
Mettete la
montagna di spinaci  in una pentola
senza olio, salate poco,versateci mezza tazzina d’acqua e a fuoco dolce, fate
stufare fin quando la vostra montagna non si sarà ridotta a non più di una
decina di cucchiai (la magia degli spinaci non delude mai) e l’acqua di
vegetazione sarà per lo più evaporata.
lasagna monoporzione
In una
casseruola capiente mette a scaldare l’olio e fate soffriggere l’aglio,
aggiungete i vostri pomodorini tagliati in 4 parti, salate e fate cuocere una
quindicina di munti a fuoco vivace. Eliminate l’aglio e inondate di basilico.
In una
pentola fate bollire abbondante acqua salata e cuocete le vostre lasagne
lunghe  per la metà del tempo di
cottura indicato sulla scatola o ancor meglio fin quando vi sembreranno
abbastanza flessibili da poter essere piegate.
In una
terrina lavorate la ricotta con il pecorino e pepe macinato fino ad ottenere
una consistenza cremosa e aggiungete gli spinaci (freddi) e tritati al
coltello, amalgamando bene.
Stendete le
vostre lasagnette su di uno strofinaccio o su di una tappetino per pasticceria
e con l’aiuto di una sac à poche, distribuite la farcia per tutta la lunghezza.
In un ruoto
adatto al forno, versate uno strato di sugo alla base e distribuite le
lasagnette che avrete arrotolato, cospargetele poi di sugo, spolverate con il
parmigiano e con basilico fresco.
Così pronte
potrete riporle in frigo e tirale fuori alla sera, oppure potrete infornarle
direttamente a 200° per una 15 di munti o fino a quando il formaggio avrà
formato la sua gustosissima crosticina.
Abbondate
ancora con basilico fresco se vi va e andate a tavola!
lasagna con ricotta e spinaci
Tanto perchè si sappia, l’intervista è finita a tavola a spazzolarci la pasta!
Ora buon appetito a voi e grazie per aver sopportato le circa 1700 parole di questo post, siete i miei
eroi e io vi amo!

10 Comments

  • E adesso che ti ho vista voglio conoscerti ancora di più e sfidare la sorte… anime affini?
    Ci stai bene in cucina con la telecamera… ti immaginerei in una trasmissione televisiva di cucina!
    Anche la ricetta è una gran bella trovata!
    Brava brava brava ♥

    • lacaprino ha detto:

      per me che la televisione la guardo quasi zero, sarebbe davvero una bella sfida! grazie sempre delle tue parole e non disperiamo, prima o poi ci conosceremo sul serio!

  • Vedi, come faccio a non amarti? Starei ore a leggerti, perché traspare il tuo essere forte e diversa, anticonformista e la cosa mi piace. Io che sono sintetica per natura purtroppo e non riesco a scrivere più di due parole in croce oltre a quelle essenziali, adoro leggerti nella tua abbondanza di parole, scritte in una maniera fantastica. Hai carattere da vendere e questa lasagna mi fa pensare ai cannelloni di mia nonna. Anche io ho in cucina uno "stampo antico", fatto di tradizione e ricette della nonna radicate nella mente e nell'anima. Ti copierò l'idea di sicuro per la prossima cena tra amici. Un alternativa più light e veloce alle tanto amate lasagne alla bolognese. Ti adoro sorella! Perdona la confidenza, ma come ti ho detto, mi sembra di conoscerti e mi piaci un sacco! Hai solo 1 anno più di me e sei già una mamma e una donna fantastica, un esempio per tutte! baci baci

    • lacaprino ha detto:

      Così incasinata a volte, che mi ero persa questo commento commovente. Che dire Veronica, io quando mi scivi queste cose, mi dimentico della stanchezza e delle ore sottratte al sonno per fare in modo che questo blog esista. E sono felice delle mie sorelle digitali, felice della stima e dell'affetto.
      Si, scrivere è una cosa che mi viene naturale e perdo quasi più tempo a tagliare l'eccesso che a scrivere il mio romanzo.
      grazie Veronica, di cuore.

  • Ecco perché siamo così affini! Con l'aggravante che io col tempo sono peggiorata. O mi si ama, o mi si odia e per adesso ho riscosso l'odio di parecchi … ma purtroppo vince l'indole da Don Chisciotte …
    Ho visto tutto, l'intervista il video, di te non mi perdo niente. Sei bella, simpatica, buchi lo schermo, perché ipnotizzi e io non ti amo, TI ADOROOOOOOOO!!!

    • lacaprino ha detto:

      Ma tesoro mio, sono sempre una rompicoglioni che non sta mai zitta, credimi (!) e penso ancora che chi sta simpatico a tutti sia, in percentuale, più paraculo che altro.
      Detto questo, facciamoci sempre le coccole che a me piace un sacco.
      che ti adoro, che te lo dico a fare, lo sai già!

  • claudia d'ambrogio ha detto:

    Sore'..non posso dire "separate alla nascita" solo perché sei qualche anno più giovane di me.. Preciseeeee!!!!

    • lacaprino ha detto:

      Non ho ancora capito come si fanno i cuori dal pc, ma fai finta che ce ne sia uno e aggiungici quell'emoticon che fa l'occhiolino e pure quella che manda i baci!

  • claudia d'ambrogio ha detto:

    Sore'..non posso dire "separate alla nascita" solo perché sei qualche anno più giovane di me.. Preciseeeee!!!!

  • Che palle. Mi ha cancellato commento. Non mi va di riscrivere…ti copio l'idea. Buona giornata

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