Shopping con delitto – muffin alla ricotta e fragole

muffin ricotta e fragole
Mettiamo 3
amiche, due delle quali hanno affidato nelle mani sicure delle sante maestre i
propri figli per le successive 6 ore, una macchina e una mattinata senza
impegni.
Diamogli una
possibilità di scelta libera con milioni di opzioni possibili e state certi che
faranno esattamente la più ovvia.

Tra i
rituali sacri della bibbia delle donne, al pari della visione della partita
stravaccati sul divano con birra alla mano e rutto libero, ci sta la sessione
di shopping di gruppo.
Date ad una
qualsiasi delle pulzelle una scusa plausibile per entrare nell’impero dello
shopping e loro la cavalcheranno fiere, ritenendo quella che 5 minuti prima non
era neanche una notizia, come una necessità imperitura.
Facciamo che
quella che dice -ragazze settimana prossima devo andare a Torino, ricordate?-
sono io, e lasciate che le altre due completino la frase con un “cosa ti
metti?”, per far si che uno sguardo di intesa e una svolta in tangenziale
facciano il resto.
Non importa
quanto profonda, colta, intellettuale, seria e rigorosa possa essere una donna,
non importa quanto gonfio sia l’armadio e sgonfio il portafogli.
Mettete una
donna di fronte ad una vetrina luccicante ,e tutta la lucidità che l’accompagna
nelle più svariate situazioni della vita si perderà inesorabilmente senza
lasciare traccia.
Adrenalina –
dite tutto quello che volete – ma è tutta una questione di adrenalina.
A me entra
in circolo quando scovo il pezzo che “macomepotreiviveresenzadomani?”, mi
accompagna  fino al camerino, mi
divora davanti allo specchio e mi provoca spasmi al momento di pagare.
Una giacca
blu Santorini con effetto un po’ chic, un po’ clochard, un po’ maquantoseifiga,
un po’ mi sento la regina degli outfit,, non può rimanere appesa in un negozio
neanche se ci sono 45 gradi all’ombra…e quella gonnellina giallononsoche, tanto
bon ton, che fa ragazza un po’ anni 50, un po’ guardachehofattoladieta, un po’
evviva l’estate e io amo i colori, pure bisogna portarla a casa poverina, che
se no chissà se la prossima cliente saprà valorizzarla con una giacca blu come
invece farò io. No,no,no. Io devo averla.
È quel DEVO
AVERLA, quell’imperativo categorico che ti scatta nel cervello e su cui non hai
più controllo che fotte me come 
tutte.
È uno stato
di necessità che 5 minuti prima non sapevi di avere, ma che improvvisamente
diventa l’unico obiettivo della tua esistenza.
Se poi,
oltre ad avere questo spirito maligno che ti circola in corpo, hai anche con te
due amiche che hanno preso altri 45 capi a testa e che ridono con te, si
rilassano e sfilano con quello che hanno portato in camerino, il risultato è
che di stati di necessità se ne creano davvero una moltitudine e molto
difficili da gestire.
Camminando
come un’eroina verso le casse può succederti di avere un momento di lucidità.
Una vocina
nel cervello ti suggerisce di verificare l’importo dei settordicimila capi  sotto braccio e capire se hai
effettivamente la possibilità in primis di pagarli e in “secondis” di
occultarli al consorte ignaro (che tanto il blog non lo legge mai, almeno
spero).
Qui entra in
gioco un momento di conflitto interiore, una sorta di battaglia tra quella
parte di te che finge di ragionare e quella parte di te che cerca una strategia
per portare a casa tutto e uscirne vincitrice.
Si, qui
entra in gioco la regina dell’ammacchio (che in napoletano sta per nascondere),
quella che con un gioco di prestigio ti porta  a casa tutto senza che nessuno si accorga di niente.
Una prestidigiqualcosa
insomma, che in 9 mosse risolve tutto e manda in vacca la sanità mentale e
l’intelligenza che alcuni le attribuiscono:
Primo:
dividere gli oggetti in priorità
Secondo:
quando hai realizzato che la priorità non la sai stabilire perché tutto TI
SERVE, chiedi alle amiche quale pezzo sembra il più inutile
Terzo:
ringrazia le amiche perché hanno scelto un capo forse inutile, ma anche quello
che con il suo prezzo ridicolo non ti risolve niente.
Quarto:
rinuncia al pezzo inutile e dividi tutto in tre conti separati
Quinto: paga
con il bancomat di famiglia un importo ridicolo e giustificabile, il secondo
con i soldi segreti (voi non ne avete?) e il terzo con altri soldi segreti che
però stanno in uno scomparto del portafoglio diverso da quello precedente e
sono quindi chiaramente altri soldi.
Sesto: godi
della soddisfazione di aver pagato 3 conti non troppo eccessivi e scordati
dell’operazione matematica chiamata addizione perché in quel momento tu i conti
non li devi  e non li sai fare.
Settimo:
godi del fruscio della busta, del tuo portafogli vuoto e  dirigiti a casa.
Ottavo:
controlla che le luci della casa non siano accese e che tuo marito non abbia
deciso di farsi trovare mentre tu hai delle buste in mano che lui non può
vedere
Nono: se le
luci sono spente, riprovati tutto, divertiti e occulta nell’armadio le buste.
In caso
contrario entra in casa silenziosamente e furtivamente come fossi un ladro, striscia
in una stanza vuota prima che tuo marito si avvicini, lancia le buste nel primo
posto utile e nascosto, aspetta sera, dissimula la delusione, aspetta che il
marito dorma (aiutatevi con un sonnifero se lo ritenete opportuno), avvicinati
furtivamente all’asciugatrice, aprila lentamente, recupera la refurtiva, godi
della tua bravura nel trovare posti assurdi dove nascondere le cose, della tua
capacità di stracciare il denaro senza sensi di colpa e ricordati di separare
le buste di plastica da quelle di carta e di buttare tutto nei rispettivi
bidoni della differenziata avendo l’accortezza di spingere in fondo le buste di
zara e di coprirle  possibilmente
con uno scatolo ingombrante come quello dei cereali o un oggetto simile.
P.S. 
Se come me
il mattino dopo non resistete alla tentazione di indossare almeno uno dei capi
acquistati e vostro marito dovesse notare che indossate una cosa che non ha mai
visto prima, negate fino alla morte, fingetevi offese dell’insinuazione e
ricordategli di tutte le occasioni in cui avete indossato quel vestito e lui
era chiaramente con voi.
P.P.S.  
Se poi il
marito dovesse notare l’ammanco in banca e dovesse chiedere spiegazioni, allora
con una dose di sfacciataggine e sicurezza che non sapevate neanche di avere,
impostate la voce su “pecorella smarrita” e rispondete che: o stavate comprando
vestiti per i bambini o addirittura, se la voce vi regge, un regalo per la
suocera.
muffin ricotta e fragole
– Gab ti piace il mio nuovo binocolo?
– Mamma ma sono i muffin!
– No, ti sbagli, sono un binocolo!
Ma cosa vedi, mamma?
Fragole!
Muffin alla ricotta con fragole
Ingredienti per 12 muffin
300 gr di
farina più un cucchiaio colmo per il ripieno
100 gr di
zucchero di canna
3 cucchiaini
rasi di lievito per dolci
½ cucchiaino
di bicarbonato
1 pizzico di
sale
250 gr di
ricotta di pecora
100 ml di
olio d’oliva
2 uova
grandi
50 ml di
succo di arancia
200 gr di fragole al netto degli scarti (o altro frutto a vostra scelta)
muffin ricotta e fragole
amore, ti prego, non mangiare solo la fragola, mangia anche il muffin di mamma!
Giusto
perché si sappia, mio marito a casa non ce l’ho trovato e il nostro pomeriggio
tra amiche è finito a giocare con i bambini che abbiamo poi recuperato a
scuola, la macchina fotografica e i dolcetti protagonisti di questa ricetta,
che sono stati e sono una merenda ideale per tutti.
Parola mia e
non lo dico di tutte le cose che mangio, ne di tutto quello che preparo, questi
muffin sono una delizia e li adoro per tre motivi:
1) hanno una
consistenza perfetta. Sono morbidissimi grazie alla ricotta
2) poco
stucchevoli, ma dolci allo stesso tempo. 
La quantità limitata di zucchero è compensata dagli zuccheri naturali
della frutta.
3)
leggerissimi. Grazie sia alla presenza dell’olio, che all’assenza del burro.
muffin ricotta e fragole
ok, ora lo scarto.
Insomma, non
fate che li apprezzate a leggerli e poi non li provate, perché questa ricetta
DEVE  entrare nel vostro ricettario
assolutamente.
Questa
composizione mi ha così convinta che ne ho elaborato anche una versione salata
di cui poi vi parlerò in futuro.
muffin ricotta e fragole
E va bene, ora lo mangio mamma! (ok,lo ammetto, per farlo con una macchina fotografica puntata ho dovuto comprarmelo con promesse di ogni genere!)
Ora cominciamo ad impastare e bando alle
ciancie!
Preriscaldate
il forno a 190° gradi in modalità ventilata.
Sciacquate
le fragole (ma potete usare il frutto che vi piace di più), tagliatele a dadini,
aggiungete un cucchiaio colmo di farina, mescolate  e mettetele da parte.
muffin ricotta e fragole
Sono il più figo del mondo e no, non si fanno le linguacce con il boccone in bocca!
Prendete due
ciotole, una frusta a mano (o una planetaria), una spatola, 12 pirottini e una
teglia per muffin.
Mettete in
una ciotola tutti gli ingredienti secchi che trovate in ordine (farina,
zucchero, lievito e bicarbonato), dategli una mescolata veloce e mettete da
parte.
In un’altra
ciotola mettete la ricotta, l’olio, le uova e il succo d’arancia, montate con
una frusta elettrica per 3-4 minuti fino a che gli ingredienti saranno ben
amalgamati e il composto leggermente spumoso.
Aggiungete
in una volta sola  tutti gli
ingredienti secchi e con una spatola amalgamate velocemente (si, siate veloci,
non dovete dare aria, non c’è bisogno) e poi le fragole altrettanto velocemente
e delicatamente.
muffin alla ricotta
Davanti ai
vostri occhi avrete un composto dalla consistenza molto solida e compatta e va
bene così.
Con l’aiuto
di un cucchiaio o di un dosatore da gelato (io ho usato questo), riempite i
pirottini senza seguire la regola dei muffin dei 2/3, ma abbondando con
l’impasto che non crescerà a dismisura, ma solo quel tanto che basta,  mantendo quell’aspetto stupendo che
avranno ancor prima di essere infornati.
Cuocete per
16-18 minuti, sfornate, fate raffreddare e fate merenda con i vostri bambini,
con vostro marito, da soli o con i vostri abiti nuovi.
Si conservano
fino a 2 giorni in un contenitore ermetico.
muffin ricotta e fragole

10 Comments

  • Iaia 09 ha detto:

    Ciao! Fantastica ricetta vorrei provarla proprio oggi visto che ho tutti gli ingredienti in casa…l'unica cosa: olio extravergine va bene ugualmente o è troppo forte? In caso volessi mettere il burro al posto dell'olio, in che dose?
    Grazie! 🙂

  • lacaprino ha detto:

    Ciao Iaia e grazie dell'interesse! Non ti consiglio di sostituire con il burro che appesantirebbe troppo, ma puoi usare olio di semi di girasole e il risultato sarà altrettanto valido! Un bacio e fammi sapere!

  • Ognuna ha i suoi segreti riguardo lo shopping ;-). Dovrei giusto fare una sessione….

  • Alessandra Gio ha detto:

    Ahahahah! Che ridere, Fra, ma la cosa che più mi ha fatto ridere sono i soldi segreti! Chi non ha i soldi segreti? Però mi manca il secondo scomparto del portafoglio con altri soldi segreti!!! 😀

    • lacaprino ha detto:

      I soldi non hanno un nome, dice sempre mia madre. ma per me ce l'hanno eccome: soldi del lavoro (miei), soldi dei regali (miei), soldi dal primo "marito" (miei), soldi del conto in comune (miei)…e se prendi poco da tutti, hai speso poco, no? 😀

    • Primo "marito" ha detto:

      Autodenunciarsi con la speranza che gli altri non leggano non mi sembra una mossa troppo furba! Soprattutto quando pubblichi un paio di scarpe DKNY ed hai il primo "marito" su instagram.
      Ovviamente, sappi che denuncerò l'avvenuto all'autorità garante dei conti corrente di mariti ed ex mariti!

  • Sugar ha detto:

    Ottimi consigli per lo shopping e bella ricetta. Adoro i muffin , se ci metti anche la ricotta… mi piacciono ancora di più! 🙂

  • Ecco, sapevo che una donna più giovane poteva insegnarmi qualcosa! Il secondo scomparto segreto è una genialità, tanto, anche io con la matematica non vado d'accordo. Per il resto, tutto uguale uguale… e io che mi sentivo l'unica 😀 😀 😀

  • Anna Valle ha detto:

    Francesca sicuramente saranno ottimi, da provare!, a proposito di shopping pazzo, ho due bimbe piccole e non ti dico insieme a loro che succede, soprattutto con la prima, 5 anni e già faschion addict, buona giornata

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