Ballerine in vacanza – Succhi di frutta fatti in casa

succhi di frutta fatti in casa

L’ansia è una sensazione sconosciuta dalle mie parti.

Le mie parti sono solo le mie, perché mio marito ne ha a
pacchi,  Claudio mi implora di fare una
cosa esattamente quando me la chiede (e non quando io lo reputo opportuno) e
Gabriele ha l’attitudine alla ripetizione compulsiva dei suoi desideri del
momento, riuscendo per sfinimento ad ottenere quasi tutto.
Io invece ho la propensione al rimando, che è parente
stretta di quella al ritardo.
Nel tempo che scorre lieto tra una scadenza e l’altra, io mi
limito solo a capire esattamente quanto tempo mi rimane prima che sia troppo
tardi per fare quella cosa, ma in assoluta calma e con svariati litri di sangue
freddo.
Ad oggi mancano circa 4 giorni alla partenza e l’unica mia attività è quella di stilare infinite liste di cose da fare che non faccio, e cose da portare che
non preparo, e cose che servirebbero per fare in modo che queste due cose
avvengano.
Le liste sono in primo luogo una passione (che chi non ce
l’ha non può capire) e in secondo luogo una necessità (per ricordare cose che
altrimenti dimenticherei).
Compilo liste di cose da fare, cose da mettere in valigia,
cose da cercare, cose da lavare, cose che potrebbero essere utili, cose che
devo ancora comprare, cose che mi piacerebbe qualcuno facesse al mio posto,
cose, cose, cose…
Ho liste pre-compilate che tiro fuori ogni anno prima della
partenza e che aggiorno secondo necessità (leggi tipologia di vacanza).
Ho liste di quando ero ragazzina, che tra le varie necessità
non prevedevano 347 carica batterie, ho liste per le partenze in campeggio che
dovrebbero meritatamente apparire su qualche sito specializzato con un titolone
del tipo: “tutto quello di cui potresti avere bisogno se vai in mezzo alla
natura e hai paura anche delle formiche”, oppure liste di oggetti a cui proprio
non puoi rinunciare in vacanza come uno sbattitore, una teglia per muffin, della carta forno e
l’immancabile quanto sacra moka con tanto di scorte di caffè.
Ho anche un problema, un problema che forse dovrebbe
analizzare uno psichiatra, a capire qual è il limite esatto di cose veramente
utili fuori casa e a cui non si può rinunciare.
Tra le cose a cui ad esempio non mi va di rinunciare ci sono
gli abbinamenti.
Si, perché io ho 5 paia di ciabatte (che poi non per
vantarmi, ma chiamarle ciabatte è un insulto perché non sono neanche infradito)
di 5 colori diversi, che ho chiaramente comprato per poterle abbinare a tutti i
parei e in generale al colore del vestiario e dei costumi che possiedo e non vi
è una sola ragione al mondo che mi venga in mente  – fatto salvo il peso eccessivo dei bagagli e
lo spazio in macchina – per cui io dovrei rinunciare a portare con me, nel loro
luogo naturale –il mare – le mie splendide ballerine in plastica profumata.
Poi ci sono i vestitini un po’ chiccosi, quelli che compro
con l’unico scopo di poterli sfoggiare in tutte le serate estive e precisamente
in quell’orario che va dal tramonto all’alba, in cui il colore della mia pelle
è così scuro e bello, che addosso mi starebbe bene anche un color grigio topo di
fogna e che di solito sono in una sproporzione così elevata tra il loro numero
e quello delle sere di vacanza, che potrei prevedere addirittura un cambio
d’abito!
Insomma ogni volta che il volume dei vestiti doppia quello
della valigia, sono di solito le 3 del mattino del giorno prima della partenza,
io devo ancora spuntare dalla lista delle cose da fare la maggior parte dei punti,
non ho ancora fatto la doccia, è prevista una partenza intelligente 4 ore dopo
e io sono lì a godermi il silenzio della casa in totale relax, mentre penso a
come abbinare il 22esimo paio di scarpe.
Ogni tanto prendo una pausa e faccio delle valutazioni.
La domanda è sempre la stessa: nell’eventualità che io
decidessi di riempire un’ulteriore borsa, in macchina rimarrebbe poi lo spazio
effettivo per portare con me e le mie ciabatte anche  due bambini, un cane e un marito?
succhi di frutta
Succhi di frutta fatti in casa
Ingredienti
 
1kg di frutta al netto degli scarti (io ho fatto albiccocche
e pere)
1 litro di acqua
100 gr di zucchero (potreste ridurlo,ma non ometterlo perché
necessario alla conservazione)
il succo di ½ limone grande e bio

succhi di frutta

 

L’ultima frontiera del fatto in casa, l’ultimo baluardo di
sanità mentale rimasto e l’ultima mia scoperta, è anche l’ultima (ma mai dire
mai) ricetta prima che io parta e ritorni dalle vacanze (con un nome nuovo, una casa nuova e tutto quello che vi ho raccontato nel post precedente).
Si da il caso che a far compagnia alle trecce, i muffin, le
crostate, i panini al latte e tutte le preparazioni che sostituiscono le odiate
( e mai entrate in casa) merendine, oggi posso vantare anche quella dei succhi
di frutta.
Si, perché qui il succo di frutta, che sia a pera, a pesca,
ad albicocca o all’ananas, è uno dei pochi prodotti industriali da cui, fino a
questo momento, non ho potuto fare a meno di esimermi di acquistare.

succhi di frutta
Le macchine vanno a benzina, i miei figli a succo di frutta.
Ma i sensi di colpa per quelle percentuali di frutta misere,
quei correttori di acidità dal nome astruso, quei quantitativi di zucchero da
far impallidire, hanno sempre scatenato una marea di sensi di colpa contro cui
ho lottato fino alla scoperta della semplicità della produzione casalinga di
succhi fatti di vera frutta e davvero poco altro.
La scoperta l’ho fatta sulla bacheca di alcuni amici (grazie
Loredana e Paolo), che condividevano un video apparso sulla pagina web del
giornale “il fatto quotidiano”, in cui veniva spiegata la semplicità con cui si
può replicare a casa la bevanda in oggetto.
Si da il caso che gli stessi amici, istigati dalla
sottoscritta a passare dall’idea all’azione, stessero per andare a raccogliere
un buon quantitativo (nei fatti circa 20 kg) di albicocche super bio che un
loro amico soleva far marcire per pigrizia.
Quindi abbiamo organizzato un pomeriggio che si è rivelato
di infinita piacevolezza, in cui tra chiacchiere, bambini festosi,coltelli,
pentoloni che bollivano e bottiglie di recupero, abbiamo cominciato, ognuno per
la propria prole, a produrre le nostre scorte.

 

Ma ora bando alle
ciance e cominciamo!
Procuratevi un buon numero di bottiglie di vetro vuote
(quelle delle passate di pomodoro vanno benissimo, quelle della birra necessitano un arnese
per tapparle e dei tappi nuovi), la frutta migliore (possibilmente bio) che
trovate (potete usare il frutto che preferite), dei pentoloni e una bilancia.
Per maggiore sicurezza (anche se l’elevata temperatura del
succo dovrebbe garantire l’immediata morte di ogni agente infestante),
sterilizzate i contenitori ponendoli, una volta lavati, su una placca del forno
rivestita di carta forno e mettendoli in forno non preriscaldato.
Accendete il forno ad una temperatura di 120° e lasciate i
contenitori all’interno fino a raggiungimento della temperatura e per i 10
minuti successivi.
Lavate la frutta accuratamente, privatela della buccia solo
se non siete certi della provenienza  e
di tutte le parti non edibili (torsoli, semi, noccioli ed eventuali parti
deteriorate) e riducete in cubetti di piccole dimensione.

Pesate ora la frutta al netto degli scarti e procedete a
riempire una pentola con una quantità d’acqua che mantenga la proporzione di
1:1 ( 1 kg di frutta per un litro d’acqua) portando ad ebollizione.
Prima di procedere all’aggiunta di zucchero, valutate se la
frutta necessita di una quantità di zucchero minore o maggiore rispetto alla
proporzione da me usata di 1:10 (100 gr di zucchero per 1 kg di frutta) o se
metterne di meno (nel caso delle pere io ne ho messi 50 gr per 1kg) e
aggiungete all’acqua insieme alla frutta.
Fate sobbollire per circa 5-10 minuti o fin quando la frutta
non sarà morbida (fate una prova con la forchetta),aggiungete il succo di
limone e frullate a lungo con il frullatore ad immersione.
Senza spegnere il fuoco (il calore è necessario a creare il
sottovuoto), procedete con l’aiuto di un imbuto di ferro (io ho fatto senza, ma
fate attenzione) ad invasare il succo, avendo l’accortezza di richiudere
immediatamente il tappo e di girare il contenitore a “testa in giù”.
A questo punto fate raffreddare tutta la notte e il giorno
dopo verificate che il tappo non produca alcun click e che la sua superfice sia
dura e tesa.

Nel caso il sottovuoto non fosse andato a buon fine, allora procedete
alla bollitura in pentola, ponendo le bottiglie avvolte in canovacci in un
pentolone di acqua fredda fino a bollore e per i 20 minuti successivi.
I vostri bambini saranno felici per tutto l’inverno e voi
vincerete il premio come mamme più svalvolate e fighe della storia.
p.s. se poi aggiungete un po’ di washi tape e del nastro alle bottiglie, e aggiungete le cannucce di carta super cool, vincerete l’oscar.
p.p.s. se avete dei maschi come me, scartate il rosa come colore ufficiale. non sarà apprezzato come vi aspettavate.

 

 

8 Comments

  • Te l'ho già detto che sei fantastica?
    Per la valigia ho rinunciato a praticamente tutto, ma porto poche cose che si abbinano tra loro con facilità…

    • lacaprino ha detto:

      Cara Francesca,
      A mente lucida , se ne avessi una, ti direi anche che basterebbero 3 cose che si abbinano con facilità, ma ahimè di fronte al l'armadio che esplode di tutte quelle belle cosette, io non riesco proprio a ragionare. Voglio portare tutto, non voglio fare lavatrici e voglio anche essere sempre bella quando esco la sera con mio marito (cosa che d'inverno si fa proprio poco).
      Quel fantastica non so se me lo merito, ma come al solito mi piace assai.
      Ti abbraccio!

  • Stefania Zagari ha detto:

    Eureka!!! Cercavo una buona soluzione per i succhi fatti in casa da tempo…meno male che non sono la sola ad avere sensi di colpa! Grazie per la ricetta e … Buone vacanze!!!!

    • lacaprino ha detto:

      Ma sai che io che non lo credevo neanche possibile? Poi ho visto quel filmato e mi si è aperto un mondo, tra l'altro, il più semplice possibile. Più succhi per tutti e buone vacanze anche a te!

  • Nicol - Col Cavolo ha detto:

    Io per il primo anno in assoluto ho fatto la lista, anzi le liste: farmacia, volo, valigia.
    Porto più cose del previsto e sarò costretta a lasciare al mare i vestiti vecchi per far spazio ai nuovi causa peso eccessivo.
    Adoro i tuoi racconti, sempre.
    Ma poi, figli, cane e marito sono indispensabili quanto le 22 paia di scarpe?!
    (scherzo ovviamente!)
    Super i tuoi succhi, segno e appena torno prometto solennemente che proverò a farli!
    Buone vacanze 🙂

    • lacaprino ha detto:

      Dici che parto con le 22 scarpe e il cane? Perché i veri indispensabili sono loro ??? ma di quel " adoro i tuoi racconti" ne vogliamo parlare? No perché io non immaginavo neanche li avessi mai letti! Grazie di tutto, buoni succhi e buone vacanze (qualunque sia il numero di valige che porterai al seguito)

  • Giulia ha detto:

    Ti ho scoperta ieri e ci credi se ti dico che il tuo blog mi è piaciuto così tanto che oggi mi sono letta a ritroso tutto l'archivio? (3 ore di viaggio in treno casa-lavoro a volte possono rivelarsi tutt'altro che noiose).
    Penso proprio che tornerò a trovarti spesso e a leggere delle tue strampalate avventure quotidiane.
    Intanto segno la ricetta, ché figli non ne ho ancora, ma non ho dubbi che questi succhi farebbero la felicità del mio compagno.
    A presto!

  • lacaprino ha detto:

    Giulia, ma tu ci credi che ho letto il tuo commento ad una cena ad alta voce e avevo quasi le lacrime agli occhi?
    Ma tu lo sai che quando leggo queste cose mi viene un'energia incredibile e vorrei saltare dalla gioia ballando sfrenatamente?
    E lo sai quanto mi hai fatta felice?
    Insomma, io, a meno che non dovessi fare eccezione, torno a settembre, se mi aspetti davvero ne sarò felice (per me posto finestrino, che mi piace sempre guardar fuori).
    Buone vacanze e grazie davvero.

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