3 episodi d’estate – Sfogliatine pesche e brie

 

IMG_0164

La lentezza dell’estate, quel non dover controllare il tempo, quella pace interiore che solo la vacanza sa dare, diventano uno stato mentale difficile da abbandonare anche quando ormai si è rientrati a casa.

Il problema però, è che scrivere delle proprie vacanze 20 giorni dopo il rientro, cozza, anacronisticamente, con il cardigan di cotone che indosso ora .

Ora che l’estate non è più e che è già -dicono- autunno, parlare delle spiagge meravigliose e semideserte dell’isola di Cefalonia, di bambini felici della libertà e di me che ho goduto appieno del concetto di vacanza non avrebbe senso.

Ma io me ne frego e ve lo racconto lo stesso, anzi vi racconto di tre cose.

 

-La vacanza dalla cucina-

Mio marito ha guardato la pianta di basilico e i pacchi di pasta con disprezzo quando ho insistito per caricarli in macchina, ma ha taciuto sul suo progetto.

Una volta lì, nel residence che aveva anche le pulizie (un po’ lontane invero dal mio concetto di pulizie), che era immerso nella pace assoluta e che vantava un panorama fatto di mare, verde e il nulla, non si è cucinato mai.

Mai, se si fa eccezione per uno spaghetto di salvataggio di una sola sera, ma, -per chi come me è abituata a preparare le brioche per la colazione ogni giorno, e tutti i pranzi e le cene-, una volta su circa 65 pasti equivale a mai.

C’è da capire se la mia astensione dalla cucina mio marito l’abbia intesa come un premio per la fatica dei 340 giorni precedenti, oppure come una punizione.

Si perché a me sporcarmi le mani, affettare, friggere, soffriggere e bollire si sa che un po’ mi piace e non nascondo che questa nulla facenza alla lunga mi abbia anche un po’ stancata.

Ma il consorte è stato irremovibile: in questa vacanza vorrei che tu non facessi un cazzo!

Amo la poesia dei suoi messaggi d’amore, così poetica e chiara, e decido che per una volta, per questi 20 giorni, asseconderò il suo desiderio e lascerò che il suo costume ammufisca insieme agli altri 19 sul fondo della doccia, fregandomene anche dei grassi saturi, insaturi e degli olii cattivi di tutti i biscotti confezionati che non compro mai a Napoli e che mangeranno per colazione.

Insomma, nell’immobilismo generale, il fegato ha avuto un gran da fare.

 

-Gab e la sfida del nuoto-

 

Gabriele sapeva già nuotare, ma non lo sapeva.

Io invece si e dopo aver aspettato la prima settimana, ho cominciato ad essere piuttosto impaziente che lo capisse anche lui.

Purtroppo il carattere del mio secondogenito è di quella specie che quando decide che no è no, no lo è davvero, per cui se la maschera no e i braccioli si, così dev’essere.

Salvo ovviamente che io dimentichi i braccioli a casa facendomi chiamare mamma patatatona e scordarella, che è sempre meglio di mamma imbrogliona e calcolatrice.

Ma le lezioni e le pressioni non sono servite a nulla, mentre ad essermi servito, su un piatto d’argento, è arrivato un complice perfetto quanto inconsapevole.

Il bambino con la cazzimma, quello che non sa fare altro che cercare cose che gli altri non sanno fare per poi vantarsi dell’unica che lui invece fa, arriva da Gab, veste la sua bocca di un sorrisetto trionfante e gli fa: ancora con i braccioliiii, sei grande. Poi ride.

Io per parte mia, ero pronta a correre – o meglio a soccorrere – immaginando la reazione di Gabriele,che non è un bambino violento, ma che all’occasione sa bene come difendersi.

La mia mente è volata alle scuse che avrei dovuto fare alla mamma dello stronzetto, che sapevo non poteva essere troppo più simpatica del figlio, odiando la scena già prima che accadesse.

Ma non c’è stata alcuna scena.

Gab ha incassato silenziosamente e silenziosamente ha fatto il bagno per un paio di minuti.

Poi è tornato, ha buttato a terra i braccioli e ha detto: “non mi servono più, dammi la maschera”.

Due ore dopo, faceva immersioni, capriole in avanti e indietro e la sua prima vera lezione di nuoto e gallegiamento con me.

Ognuno ha il suo stronzetto in famiglia, ma lasciatemi dire che il mio, con gli occhi dell’amore, è un vero fuori classe.

 

-Il ristorante-

 

Se vi ricordate il numero di scarpe che sono solita portare in vacanza con me, unitamente ad almeno 20 abiti che nella vita normale non uso praticamente mai, sappiate che nel diabolico piano di mio marito si sono inseriti perfettamente.

Se tuo marito non ti lascia preparare neanche i panini per la spiaggia – tanto li compriamo lì che è uguale -, va da se che bar, bar sulla spiaggia e ristoranti sono stati nostra meta di pellegrinaggio ogni giorno.

Ho sfoggiato, unitamente ad un’abbronzatura da far invidia a chi nero ci è nato, tutti i miei vestitini e gli outfit più arditi, riuscendo perfino ad inorgoglire mio marito, che di solito vende caro anche il più piccolo dei complimenti.

Detto questo, tutta imbellettata, ho mangiato servita e riverita per 22 giorni.

Va detto che a contrastare il mio appeal estivo, ho portato con me per tutta la vacanza anche un alito offensivo.

Si, ho detto alito cattivo e puzzolente e non me ne vergogno.

Ho mangiato con regolarità e me ne vanto, quantità di tzazichi industriali alternate a cipolle crude bianche, rosse e pure verdi.

Ho sguazzato in quella crema intingendoci pane, spiedini greci, gyros pita e anche le dita, crogiuolandomi nel sapore delizioso di quella salsa allo yogurt, cetrioli ed aglio.

Il fegato, che tanto ha lavorato, non mi ha ringraziato e nemmeno mio marito, ma alla guerra si sa, non si risponde con la pace e quindi guerra fu. Con il vento a sfavore, ho mietuto parecchie vittime.

 

Pace amore e meno maglioni per tutti.

 

IMG_0164

 

Sfogliatine con pesche o pere e brie

 

Ingredienti per 8 sfogliatine

1 rotolo di pasta sfoglia pronta di forma rettangolare(o fatta in casa da voi)

1 pesca gialla (meglio se bio)

1 pera (meglio se bio)

1 fetta di formaggio brie di c.a. 200 gr

1 cucchiaio di miele

timo fresco (o secco)

 

Le sfogliatine che vi presento oggi, sono una ricetta super veloce e super facile, che a me è servita per svuotare il frigo e che a voi potrebbe essere utile per un’aperitivo last minute, per servire un’ospite inatteso o per una cenetta improvvisata.

Qualunque cosa vogliate farci, vi servono 5 minuti per prepararle e anche meno per mangiarle, per cui non perdiamo tempo in chiacchiere e procediamo.

IMG_0119

Preriscaldate il forno a 200° e mettete fuori dal frigo la pasta sfoglia a perdere un po’ della rigidità dovuta al freddo.

Nel frattempo, lavate bene la vostra frutta, tagliate in quattro spicchi la pera e dividete a metà la pesca eliminando semi e nocciolo e tagliate in fettine sottili lasciando la buccia.

Tagliate anche il formaggio in fette sottili e stendete il rotolo di pasta sfoglia su una teglia foderata di carta forno.

IMG_0169

Con una rotella taglia pizza o un coltello ben affilato, fate un primo taglio orizzontale dividendo l’impasto in due parti, poi fatene uno verticale sempre al centro e poi due laterali trovando sempre il centro e tagliando verticalmente.

Ora che avete ottenuto le vostre 8 sfoglie, adagiate prima il formaggio, poi la frutta, poi qualche filo di miele e poi il timo fresco.

Infornate per 25 minuti e mangiate calde o tiepide.

Si conservano per un giorno, ma vanno ravvivate in forno per far tornare la sfoglia croccante.

IMG_0187

Se ancora state leggendo siete i miei eroi, quindi a voi posso chiederlo:

C’è una nuova pagina facebook legata a questo blog, se vi va seguitela e sarete sempre aggiornati. È una pagina nuova di zecca e quindi ama il supporto: La Caprino su Facebook

Si, lo so che potevo evitare, ma ho aperto anche un canale youtube dove potete vedere il video che trovate qui sotto, unitamente al mio faccino. Se vi va potete seguirmi anche lì e ve ne sarei grata.

La Caprino su YouTube

Ultimo, ma non ultimo, se proprio non resistete ai miei sproloqui, mi trovate anche su twitter, proprio qui: La Caprino su twitter

Tanto per non scontentare nessuno, se volete, di solito mi trovate pure sempre a casa, ma lì basta il citofono, voi bussate e io metto su il caffè.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1 Comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *