Benjamin Button – crostata sbriciolata con crema di ricotta e cioccolata

sbriciolata alla ricotta

crostata sbriciolata con crema di ricotta e cioccolata

Una delle pochissime trasposizioni cinematografiche che supera di parecchie spanne la bellezza del libro da cui è tratto è Benjamin Button.

Non fate che ora vi parte l’ormone pensando a Brad Pitt e vi distraete, perché il punto non è quello e quella è una storia che non è questa.

La storia che ci riguarda è quella che invece il libro da al film e cioè l’incipit da cui tutta la storia – del film e in secondo luogo di questa – si sviluppa.

La storia che vi racconto io, che non è la stessa del libro e ormai aridaglie che lo avete capito, parte dallo stesso incipit e come nel caso del film ci sviluppa una storia attorno che non è quella e di nuovo avete capito.

Quello che invece non avete capito è che il Benjamin Button di questa storia non è Brad Pitt, ma un bambino.

Quello che proprio non potete immaginare è che il bambino in questione, non è un bambino qualsiasi, ma è proprio il mio.

Quello che io non ho detto però, è che il famoso incipit che fa partire le due storie – la mia e anche quella del film – narra (per farla molto breve) di una nascita assai particolare, di un bambino che nasce vecchio e saggio e che vive la sua vita al contrario ringiovanendo ogni giorno nello stesso modo in cui un normale essere umano invece invecchia.

Un giovane vecchio che diventa un vecchio giovane.

Claudio, che è il protagonista di questo breve racconto, per anni e ancora oggi, talvolta, si becca l’appellativo di Benjamin, il giovane vecchio.

Si perché Claudio, nasceva 10 anni e mezzo fa con molti capelli, poca carne addosso e, molto e più di sua madre, una mole ingente di saggezza.

“Il saggio”, “il filosofo”, “il vecchiarello” e “Benjamin” sono solo 4 dei tanti appellativi con cui la creatura è stata soprannominata nel tempo.

Claudio è prudente, Claudio è sempre stato ragionevole, Claudio è un’amante della dialettica, Claudio è un lettore accanito, Claudio è un bambino con una sensibilità assolutamente fuori dal comune.

Ma Claudio, che è tutte queste cose e che è sempre stato così dalla nascita senza fare troppi sforzi per essere il bambino bello e particolare che è sempre stato, mica lo sapeva che ad un certo punto sarebbe ringiovanito. Mica sapeva che come Benjamin avrebbe dismesso i panni del vecchio saggio per indossare ad un certo punto quelli del bambino e subito dopo quelli dell’adolescente in erba.

Lui non poteva saperlo che crescendo sarebbe cambiato, ma io…io si che dovevo saperlo che il momento in cui guardandolo non avrei visto più l’infante – per quanto saggio, per quanto maturo più della sua età fisica – sarebbe arrivato.

Io che poco più che bambina l’ho messo al mondo e che oggi un po’ più che donna me lo ritrovo alto pochi centimetri meno di me, con le spalle larghe e le cuffie nelle orecchie, IO, che sapevo già, mi ritrovo impreparata e forse non pronta.

Perché Claudio continua ad ascoltarmi, non è ancora un ribelle, ma profuma di attrazione alla disobbedienza, di voglia di trasgredire e di modalità tu sei il nemico.

E allora io, che ho il privilegio di accompagnarlo in questo viaggio verso l’indipendenza che lo porterà a farsi uomo, mi faccio forza e imparo da lui, che sa cos’è la saggezza da sempre, ma che sceglie prudentemente di abbracciare la leggerezza.

Che l’adolescenza ti sia lieve, amore mio.

sbriciolata con ricotta e cioccolata

crostata sbriciolata con crema di ricotta e cioccolata

Crostata sbriciolata con ricotta e cioccolata

Ingredienti per uno stampo a cerniera da 20 cm

Per la frolla:

300 gr di farina

150 gr di burro

150 gr di zucchero

1 uovo intero + 2 tuorli

Semi di una bacca di vaniglia

Per la crema

400 gr di ricotta di mucca

120 gr di zucchero

70 gr di cioccolata extra fondente

per la decorazione: zucchero a velo (facoltativo)

 

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La crostata sbriciolata con ricotta e gocce di cioccolata per me è un comfort food.

Si, lo so che comfort food è un termine un po’ abusato, ma a me i dolci con la crema di ricotta mi ricordano la Sicilia e vi assicuro che per me i termini Sicilia e comfort devono stare assolutamente nella stessa frase.

Qualunque cosa invece pensiate voi, sappiate anche che questo è un dolce per fare il quale avrete bisogno di nient’altro che le vostre mani, le quali si appiccicheranno, massaggeranno e si muoveranno verso un dolce di facile creazione e di resa eccezionale.

Ora bando alle ciance, leggetevi la ricetta e se volete, seguitemi anche nel video che trovate di seguito per una dimostrazione pratica 🙂

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Cominciamo!

In una ciotola mettete la ricotta e lo zucchero e mescolate vigorosamente con una frusta fin quando non otterrete un composto liscio e cremoso. Aggiungete le gocce di cioccolato, amalgamatele, e mettete la crema di ricotta in frigo fin quando la frolla non sarà pronta (se volete questa operazione potete farla anche la sera prima).

Preriscaldate il forno a 180°.

In una ciotola ampia, mettete la farina a fontana e aggiungete al centro il burro freddo a pezzi, lo zucchero e i semi di una bacca di vaniglia.

Lavorate solo con la punta delle dita fin quando non otterrete un impasto sabbioso (dovete pizzicare il burro e mescolarlo alla farina senza scioglierlo) e aggiungete poi le uova.

Lavorate nuovamente l’impasto molto velocemente fin quando non sarà un insieme non compatto di briciole.

 

Per evitare che si compatti, non dovete usare il palmo delle mani (che con il calore e la pressione scioglierebbe il burro e compatterebbe l’impasto), ma solo le dita.

A questo punto foderate uno stampo a cerniera da 20 cm (se preferite potete usare anche uno stampo da 24 cm, ottenendo una crostata più bassa e con uno strato di crema meno alto) e sbriciolate per la base i 2/3 dell’impasto applicando una pressione leggera solo sui bordi.

Aggiungete la crema e livellatela con una spatola.

Ricoprite con la restante parte dell’impasto e infornate per circa 60 minuti (occhio al vostro forno) o fin quando non avrete una superficie dorata.

Una volta pronta eliminate la cerniera del ruoto, lasciatela raffreddare completamente, spolverizzatela con dello zucchero a velo, chiudete gli occhi e sprofondate nel comfort del food.

 

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20 Comments

  • Come ti capisco! Anche io mi trovo una diecenne che era brava e buona e che adesso sta mettendo su quella gestualità da preadolescente, lo sbuffo frequente e il moto di ribellione in aumento. Ce la faremo…
    E le torte comfort preparate con amore mi sembrano un elemento utile allo scopo… 😉

    • lacaprino ha detto:

      Devono farlo, devono sbagliare e disobbedire e sbagliare ancora, per poter poi ricalibrare tutto e ridefinire il proprio giudizio. Per noi è dura e per loro anche, ma è un periodo relativamente breve che porta alla vita, quella lunga e vera.
      p.s. si, con la bocca piena di dolcezza è sicuramente meglio!

  • miss mou ha detto:

    Ahhhhhhhh aspetto con terrore quel momento in cui crescerà e spero sia il più lontano possibile. L’idea che non abbia più bisogno e voglia di stare con me mi terrorizza. Spero sia meno megera di come sono stata io con mia madre…
    Ne approfitto per invitarti al mio 3° compliblog giveaway. Sarebbe bello averti con me! Bacini http://www.inmouveritas.ifood.it/

  • laura ha detto:

    Bene così adesso, otre a tuo padre, la mia simpatia va anche a tuo figlio… ma poi di che stupirsi visto che che sono tutte persone che in qualche modo ‘parlano’ a modo loro anche di te?Io impazzisco a guardare i tuoi video e la tua torta perfetta a vedersi nella foto iniziale non immaginavo potesse essere così facile da eseguire!Un bacio e a presto!

    • lacaprino ha detto:

      Laura tesoro, ma questo mio figlio nato vecchio più che assomigliarmi è stato una specie di piccolo grillo parlante che mi ha aiutato a crescere e che ora si prende giustamente il suo tempo per essere un ragazzo.
      un po’ più saggio, un po’ più responsabile e mediamente più sensibile degli altri.
      Sono nei guai, ma in buone mani.
      L’amore è sempre reciproco, lo sai.

  • angela ha detto:

    uhhh cercavo una crostata proprio così da fare nel fine settimana, mi piace l’idea di non mettere l’uovo nella crema di ricotta, così rimane più morbida!
    Quanto alle tue meravigliose parole per il tuo “Claudio”, spero di essere anch’io una buona mamma, a breve nascerà il mio pulcino ed io sono felicemente terrorizzata da tutto quello che sarà! un abbraccio Angela

    • lacaprino ha detto:

      Ti auguro solo cose belle cara Angela. All’inizio sarà un po’ difficile, ma bellissimo,poi meno difficile e più divertente e poi per il resto ti farò proprio sapere perché il futuro e l’essere madre è un grande mistero personale che si affronta un po’ alla volta.
      Ti abbraccio e buona crostata!

  • Marghe ha detto:

    Nulla da fare, le dediche d’amore delle mamme mi mettono subito la pelle d’oca.
    Sanno di stima incondizionatamente oggettiva, quella mossa dall’amore. Mi chiedo se esista niente di più bello al mondo.

  • Stefania FornoStar ha detto:

    Uguale uguale al mio… solo che lui mi sorpassa già di qualche (abbondante) centimetro e che nessuno si permetta di dire che era facile 😀
    :*

  • serena ha detto:

    Sono finalmente venuta a curiosare sul tuo nuovo blog e trovo questa torta stratosferica proprio ora che ho una fame che non ci vedo!! questo e’ proprio il genere di dolce che preferisco, come dici tu, il mio comfort food…. ma la ricotta vera me la sogno di notte! :/
    in ogni caso la ricetta me la salvo e speriamo sara’ buona anche con la ricotta finta che trovo qui.
    PS: le mamme sono una cosa MERAVIGLIOSA. <3

  • Federica ha detto:

    Ma che belle parole! Eh, si… Claudio diventerà grande e avrà sempre più voglia di disobbedire (purtroppo sara così!)… Ma avrà, anche, bisogno (il più spesso delle volte) di una mamma che ti coccola e ti sforna tante bei dolcetti!!!
    Continua così…Francesca!!! 🙂

    • lacaprino ha detto:

      Ed io sarò sempre lì, pronta a stargli accanto, a punirlo quando serve e sicuramente pronta a dargli sempre qualcosa di buono (in tutti i sensi). baci baci e grazie!

  • Rebecka ha detto:

    Manca qualche anno a quel fatidico momento, ma se mi lascio prendere dal pensiero, mi assale l’ansia, l’angoscia e la domanda è: sarò capace? Perché pronta non la sarò mai. Ma sarò capace di accompagnarla senza impedimenti, di concedere senza soffocare, di essere presente senza prevaricare…?
    Non so e mentre cerco di non pensarci mi prendo una fetta di crostata e gongolo trattenendo negli occhi il Brad Benjamin Pitt…

    • lacaprino ha detto:

      siamo esattamente nella stessa barca tesoro mio, ma io ti dico una cosa: sbaglieremo continuamente, ci sembrerà di non fare mai la cosa giusta, saremo investite di frasi di odio e di tutte quelle cose che solo 15 anni fa facevamo anche noi, ma in ogni caso siamo mamme premurose che si preoccupano sin da ora di quello che verrà, quindi in ogni caso, pare che abbiamo un’idea già chiara del lavoro che ci attende e che cercheremo di farlo al meglio, considerando che non esiste un modo giusto e unico di affrontare le cose.
      p.s., che bello averti qui.

  • Margherita ha detto:

    Trovo il tempo di venire a vedere un po’ il mondo di colei la quale mi ha pizzicato con la sua simpatia nei vari gruppi su fb, e devo dire che come si dice a Firenze quello che vedo “mi garba un sacco”…. Relativamente al tuo Benjamin, mi vien da dire che se da sempre si dice che le mele non cascano mai lontane dagli alberi, un motivo ci sarà no??

    • lacaprino ha detto:

      La verità è che il melo, che sarei io, è di gran lunga meno fantastico dei suoi frutti 🙂
      Grazie Margherita di essere passata di qui e grazie dell’apprezzamento…che poi se le mie amiche sapessero che qualcuno mi trova simpatica, ne approfitterebbero per infierire contro di me divertendosi un sacco. un abbraccio.

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