Campanilismo obiettivo – Insalata di spinaci e melagrana

Insalata di spinaci e melagrana

PICCOLA PRECISAZIONE: questo post è la continuazione naturale del precedente, per cui, se avete voglia di capirne il senso totale, non potete prescindere dal leggerlo qui. Naturalmente, se volete, potete saltare a piè pari questa parte e la precedente e fiondarvi sulla ricetta in fondo.

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Era da tanto che non mi capitava di avere l’opportunità di entrare nel luogo più magico che io conosca.

Da tanto quella sala buia dove si raccontano storie attraverso le immagini, non mi vedeva spettatrice.

Naturalmente io il cinema non ho mai smesso di amarlo, ma quando si hanno due figli e un marito che lavora troppo (che per paradosso proprio di cinema si occupa), diventa difficile frequentare le sale come si vorrebbe e quando lo si fa lo si sente quasi come un privilegio, e la gioia, quando le luci si spengono, diventa piuttosto uno stato euforico.

Mercoledì sono andata a vedere Suburra di Stefano Sollima e no, per legarmi al post precedente, non l’ho trovato un capolavoro di neorealismo come nel caso del Gomorra di Garrone, ma una rappresentazione cinematografica nel senso più fedele del termine.

Con questo intendo dire che la narrazione, indipendentemente dal suo legame con il reale, era una finzione come è proprio (o meglio dire appropriato) di un film.

Insomma Suburra, e una cosa che non mi capitava da tempo: le luci si accendono, il buio finisce, il pensiero comincia.

Vi è mai capitato di camminare per le strade di Roma e sentirvi a disagio?

Vi è mai capitato di pensare che Roma nasconda dietro la sua infinita bellezza un’ingente dose di immondizia di specie umana?

Qual è la prima cosa che pensate di Roma, quando pensate a lei?

Le mie tre risposte sono: 1)no 2)non più della media 3)è di una bellezza accecante.

Ora la riformulo:

Vi è mai capitato di sentirvi a disagio fra le strade di Napoli?

Vi è mai capitato di pensare che Napoli nasconda dietro la sua infinita bellezza un’ingente dose di immondizia di specie umana?

Qual è la prima cosa che pensate di Napoli, quando pensate a lei?

Le mie risposte sono le stesse, ma qualcosa mi dice che no, non sono le stesse che avreste dato voi.

Sono anche certa che chi non ha saputo dare le mie stesse risposte è probabile che a Napoli non ci abbia mai messo piede, ne senta il desiderio spasmodico di mettercelo.

Camminando a piedi per le strade della mia città devo confessarvi che non ho mai avuto paura o mai più paura che in qualunque altro luogo sulla terra.

Vi confesso anzi che nelle situazioni di disagio e di incertezza, io ho sempre sentito un gran senso di protezione.

Avete mai provato a stare in una città dove se qualcuno ti vede in difficoltà ti aiuta ancor prima che tu abbia il coraggio di chiederlo? Avete mai provato a chiedere un’informazione in una città e trovare, invece che una semplice risposta, qualcuno disposto a trasformarsi in un narratore, in un accompagnatore o in un profeta?

Vi siete mai trovati in un luogo dove chi non ti conosce è disposto a darti il suo tempo, se stesso e il suo sapere senza aspettarsi in cambio nient’altro che un sorriso e un grazie?

E una città dove esistono una cappella votiva per la Madonna, una per San Gennaro e un’altra per Maradona?

Si, nonostante io debba lottare con l’ambivalenza amore-odio come ogni napoletano che si rispetti, io con l’età sono diventata estremamente campanilista e sento il dovere morale di difendere il luogo incantevole e unico dove sono nata da ogni tentativo di mistificazione o di indirizzo negativo a senso unico.

Il cinema racconta storie e io amo il cinema che lo fa.

Dopo Suburra, e oserei dire anche dopo mafia capitale e tutta la bella informazione di cui è protagonista recente la Capitale, io continuo a pensare che tutto il marcio che è venuto fuori, tutto il lercio emerso ci siano sempre stati e che, non da meno da sempre e per sempre, Roma è e continuerà comunque ad essere una delle meraviglie di questo mondo, così come può esserlo o non esserlo la sua gente.

Ogni città ha il suo sommerso, ogni città ha i suoi fetenti, ogni città ha la sua meraviglia e la bella gente.

Ogni città è espressione dell’umanità intera, che contiene moltitudine, complessità, infinite sfaccettature.

Io amo il cinema che racconta storie, che siano d’amore, di odio, di guerra o di malavita, ma non di meno lo amo nella sua missione rappresentativa di un racconto, che può attingere dolorosamente dal reale, ma che mai e poi mai potrà rappresentarlo nella sua immensa molteplicità.

Quindi per concludere, amate il cinema – quando ben fatto – qualunque parte scomoda rappresenti, ma siate voi a ricordare che la realtà che vedete in una sala buia è solo una parte di quella che vedrete con le luci accese, gli occhi aperti e la mente libera.

Insalata di spinaci e melagrana

Insalata di spinaci e melagrana

Ingredienti

8 fascetti di spinaci

1 melograna

250 gr di uva bianca e nera

80 gr di taleggio

80 gr di pecorino toscano stagionato

olio evo

sale q.b.

Per il condimento:

2 cucchiai di senape

3 cucchiai di olio evo

1 cucchiaino di aceto balsamico di modena doc

sale e pepe q.b.

Insalata di spinaci e melagrana

È del tutto riduttivo chiamarla INSALATA DI SPINACI E MELAGRANA, perché la lista degli ingredienti è davvero molto più intensa e variegata, ma le regole del web aborrano qualcosa che dovrebbe avere un titolo di 30 parole e io l’ho semplificata così.

Ciò detto, devo innanzitutto ringraziare la mia zietta spacciatrice di ricette di famiglia, perché faccio ormai quest’insalata da anni, ma la devo a lei che generosamente me l’ha donata.

Insalata di spinaci e melagrana

In un mondo dove si lamenta l’assenza delle mezze stagioni, questa insalata rappresenta una magnifica eccezione che unisce l’autunnale melagrana alla quasi estiva e quasi autunnale uva, che – causa il prolungarsi del caldo – troviamo ancora disponibile dal fruttivendolo.

Quindi, bando alle ciance e preparate questa insalata nelle proporzioni che volete, usandola (se ne mangiate abbondantemente) anche come piatto unico. State certi che chiunque definisca banale un’insalata, di certo non ha mai mangiato questa.

Insalata di spinaci e melagrana

COMINCIAMO

Pulite i vostri spinaci eliminando i gambi e lavando molto accuratamente le foglie (ricordate che gli spinaci sono particolarmente terrosi), che metterete a sgocciolare dall’acqua in eccesso.

Sgranate un melograno.

Eliminate la crosta ad entrambi i formaggi e tagliateli in quadratini.

Ricavate dal raspo 250 gr di acini d’uva, tagliateli a metà per il lungo e  privateli dei semi.

Riunite in una ciotola tutti gli ingredienti e irrorateli con poco olio evo.

Insalata di spinaci e melagrana

In un barattolo con coperchio preparate la salsa di condimento riunendo senape, olio, sale, pepe e un cucchiaino di aceto balsamico di Modena (se non ne avete uno di ottima qualità come il mio, allora mettetene due cucchiai colmi) e emulsionate con movimenti energici.

Ricordatevi di aggiungere il condimento solo poco prima di servire.

Guardando questa meraviglia, se siete ancora nostalgici dell’estate, godetevi questa esplosione di colori e crogiolatevi ancora una volta nell’illusione della bella stagione.

Insalata di spinaci e melagrana

 

 

 

 

5 Comments

  • Io amo leggere la prima parte dei tuoi post e poi la ricetta… non smettere mai di raccontare.
    Ti abbraccio

  • Emanuela ha detto:

    Franci il tuo racconto è bellissimo ed io rientro tra la categoria di quelli che non sono mai stati a Napoli. Come avrei risposto? Onestamente non lo so, forse perchè tante persone a me vicine ne hanno parlato benissimo e forse perchè ho imparato a farmi prima di tutto un idea personale e non sul sentito dire! Comunque, vedi di organizzare un raduno così sfatiamo subito questo mito. Un bacio cara, la tua insalata mi piace tantissimo, e visto che da Domenica a pranzo ho riniziato la mia dieta rientra alla grande tra i miei menu.
    p.s. Ti devo un caffè, a presto Manu.

  • edvige ha detto:

    Ok. Ho letto anche il precedente chiarissimo.
    Ok per l’insalata meno l’uva non va bene per chi combatte con la glicemia.
    Un abbraccio e buona serata.

  • Vale ha detto:

    bellissimo questo post ed il precedente!
    Napoli mi piace molto e a fine novembre verrò un WE per visitarla nuovamente…
    E che dire? Tutte le insalate non sono certo uguali! Ottima questa tua proposta 😉
    un abbraccio

  • Monica ha detto:

    Mi perdo nelle tue parole, che sanno d’amore e di conoscenza.
    E come a Montecatini pendevo dalle tue labbra quando parlavi della tua città, così ora mi ritrovo qui, a desiderare come non mai di vederla, visitarla, assaporarla e almeno in parte, conoscerla. Non ho visto quel film, anche se adoro il cinema grazie ad un corso stupendo (incredibile!) che ho seguito all’università. Nonostante debba spesso cedere a commedie banali piuttosto che un Riso Amaro per colpa del marito che non ne è appassionato, ogni tanto riesco a perdermi nelle immagini, a chiudere gli occhi e sentire parte della sceneggiatura che si racchiude in me.
    E poi, questa insalata, vogliamo parlarne? Bella, autunnale, ricca e fresca, saporita, ma equilibrata. Ne prendo una ciotola piena, al posto dei pop corn, in attesa del prossimo film!

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