La vicina – Ragù alla bolognese

ragù alla bologneseA guardarmi da fuori, se fossi una vicina curiosa, penserei di avere una vicina fuori di testa.

Se fossi la mia vicina, vedrei una ragazza scalza, che cucina con un cavalletto al fianco alla cui estremità è attaccato un cellulare.

Taglia la carota, sposta il cavalletto.

Taglia il sedano, sposta il cavalletto.

Prende il cellulare dal cavalletto, smanetta per un paio di minuti, a volte ride da sola e poi scrive un sacco.

Riattacca il cellulare al cavalletto.

Riprende il coltello, affetta.

Prende una ciotola e la sistema.

Sposta la ciotola, la risistema.

Guarda nel cellulare, sposta ancora la ciotola.

Si muove lentamente.

Sparisce e ritorna in cucina vestita in un modo diverso.

Respira profondamente, è sola in casa, ma si vergogna lo stesso di guardare il proprio cellulare e parlare da sola.

Finisce il suo piatto e prepara un tavolino fuori al balcone.

Non si siede al tavolino mai, ma va avanti e indietro sembrando indecisa su quale tovaglia, quale cucchiaio e quale bicchiere debba usare.

A volte mette acqua nel suo bicchiere, ma non la beve.

A volte mette del latte, a volte del caffè, ma non beve neanche quelli.

Si lega una reflex al collo ed è sempre scalza anche sul marmo del balcone.

Guarda il cibo attraverso una macchina fotografica con molto interesse.

Gira attorno al tavolo come in una danza, non tocca mai il cibo, ma lo cattura.

A volte prende una sedia e ci sale su, senza paura di cadere, ma oscillando continuamente.

Mentre è sulla sedia, se suona il telefono di casa bestemmia.

Si ferma, riguarda in macchina le foto e scatta ancora.

Poi prende il piatto ormai gelido e qualunque cosa ci sia dentro lo mangia.

A pranzo mangia torte, a colazione tagliatelle al ragù.

Se fossi la mia vicina, penserei che la mia vicina ha una personalità multipla e che la mattina è un’essere assai strano che non riesce a fare in modo ortodosso neanche un pasto, mentre la sera sembra la protagonista del mulino bianco seduta al tavolo con la sua famiglia.

Quello che non sa la mia vicina, probabilmente perché ho le finestre chiuse però, è che se all’immagine di me silenziosa che intravede aggiungesse l’audio, sceglierebbe senza dubbio la pazza con il cellulare sul cavalletto alla mamma svalvolata a tavola con la sua prole.

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Il ragù alla bolognese.

 

Ingredienti per un ragù domenicale con ospiti (8-10 persone)

 

750 gr di manzo macinato

70 gr di pancetta dolce

3 carote medio grandi

1 costa di sedano

1 cipolla piccola o ½ grande

1 bicchiere di vino bianco

4 cucchiai di concentrato di pomodoro

1 bottiglia di passata di pomodoro

 

ragù alla bolognese

 

Cari lettori questo non è un vero e proprio tradimento, ma qualcosa che si avvicina.

Sono un’amante fedele dei ragù e di tutte le preparazioni a cottura lunga e ci sono almeno due ricette che lo dimostrano (il mio ragù di cipolle e la mia genovese di polipo).

Si, sono una napoletana che ama (anche) il ragù di bologna.

Anzi io lo adoro proprio e non riesco a fermare la mano quando si tuffa accompagnata nel pane in questa meraviglia.

Ne faccio porzioni pantagrueliche preventivando le scarpette che so già ci saranno prima e anche dopo la pasta.

 

Se qualche bolognese avrà da ridire non lo so, ma questa è la versione che faceva mia nonna, la versione che ha fatto mia mamma, la versione che ora faccio io.

A dir la verità questa è una piccola bugia perché il ragù alla bolognese in casa mia si è sempre fatto in previsione della classica lasagna bianca e la passata di pomodoro non c’era mentre al suo posto si usava il brodo, ma prendetela come una licenza poetica o un suggerimento.

Era da quest’estate che desideravo mangiare di nuovo la bolognese, dopo averla mangiata a Bologna dove ho trascorso 3 giorni in quella che definirei una vacanza culinaria libidinosa.

In ogni caso, se non dovete preparare una lasagna, ma una bella tagliatella avvolta nel sugo usate la passata, se invece avete bisogno di un sugo più asciutto per la lasagna usate il brodo.

Comunque vogliate procedere, se avete un pomeriggio casalingo senza uscita e circa 3 ore e mezzo per prepararla, o una bella domenica mattina da passare in cucina, allora comprate quel che serve e seguitemi!

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Cominciamo!

 

Pelate le carote, rimuovete lo strato esterno della cipolla, lavate il sedano e riducete tutto in quadratini piccoli (taglio brunoise).

In una pentola capiente e con i bordi arrotondati, mettete 4-5 giri generosi di olio d’oliva e su fiamma vivace fate soffriggere le verdure per circa 10 minuti rigirando spesso.

Aggiungete la pancetta a dadini, fate rosolare per un paio di minuti e poi aggiungete anche la carne.

Con una cucchiarella, rigirate continuamente e “sgranate” il macinato riducendolo in pezzi piccoli per circa 10 minuti e fin quando la carne avrà perso il suo colore rosato.

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Alzate ora la fiamma al massimo, aggiungete il vino e fate sfumare completamente.

Abbassate la fiamma, aggiungete il concentrato e amalgamatelo lasciandolo sciogliere per 1-2 minuti.

Aggiungete ora la bottiglia di passata (prendetene una bella densa, ma ripulite la bottiglia riempiendola con metà del suo volume d’acqua e aggiungetela al sugo), mescolate bene e mettete la pentola sul fuoco più piccolo del vostro fornello, salate e lasciate cuocere per almeno 2 ore e mezza, meglio tre.

Mentre il sugo cuoce, rigirate di tanto in tanto e fate attenzione che non secchi (eventualmente aggiungete una tazzina d’acqua e meglio ancora di brodo).

Dopo circa 3 ore avrete di fronte a voi un ragù dal colore rosso scarlatto, denso e meraviglioso.

Cuocete le tagliatelle in acqua salata, mantecatele con il sugo, aggiungete poco parmigiano e ricoprite di un secondo strato generoso di salsa.

È il caso dirlo, buon appetito (e se non ti lecchi le dita godi solo a metà).

ragù alla bolognese

16 Comments

  • edvige ha detto:

    Bello il video ottima la ricetta. La mia ricetta datami da mamma Nerina della mia amica romagnola di Riolo Terme ha gli ingredienti +/- uguali salvo che lei usa il vino rosso, un pezzo di salsiccia fresca. Cottura di brontolamento circa 3 ore.
    Ovviamente le quantità sono diverse dipende per quanti la fai…io ne faccio tanto e poi surgelo perchè siamo in due e farla ogni volta :-((.
    Ho provato a fare anche il ragù napoletano (visto che maritozzo e figlio di napoletano verace) ma preferisco quello con la carne macinata.
    Buoa serata domenicale qui a Trieste sta diluviando.

    • lacaprino ha detto:

      Edvige cara, in effetti anch’io per evitare di farla più volte la congelo e scongelo poi all’occorrenza. Pensandoci forse il vino rosso, con il suo sapore intenso, ci starebbe davvero bene, mentre per la salsiccia non so perché ha una consistenza sicuramente diversa dal resto. Pensa che la versione della bisnonna di mio figlio prevede anche lo strutto 🙂 insomma ognuno la fa come da propria tradizione.
      un abbraccio enorme.

  • Anche io adoro la bolognese! E la preparo proprio come te… ma a casa mia invece della pancetta mettiamo il salamino… buona!
    La mia è meno stilosa però 😉
    P.s.
    comunque anch’io mi vergogno un mondo quando cerco di allestire le cose prima di uno scatto per instagram, vado sempre nascondendomi ché a casa mia non mi capiscono… quando sono sola va decisamente meglio.
    Baci

    • lacaprino ha detto:

      l’idea del salamino mi pare proprio buona e da provare…ma allora tu cucini eccome, ti ho scoperta!
      in quanto ai set, abitando in un vicolo con mille occhi, non hai neanche idea degli stratagemmi che sono costretta ad usare per fare in modo di non avere un pubblico sotto il balcone, mentre con la famiglia vado tranquilla. i miei figli si divertono ad aiutarmi e il marito non c’è praticamente mai (e al massimo magna solo).
      un abbraccio!

  • Marta e Mimma ha detto:

    buonasera mia cara “La Caprino” (quanto mi piace come suona!). Quello che non sa la vicina, è che di fronte a lei abita una foodblogger degna di questo nome! mica ragù già pronto del supermercato, eh;-) ps: quanto è bello rivederti un po’, dopo quella sera di Maggio..

    • lacaprino ha detto:

      Marta mia carissima, che ti devo dire, io quando penso che alcune persone a cui tengo mi leggono, le guance mi si fanno rosse e improvvisamente perdo la spavalderia che fino ad adesso deve avermi spinto a pubblicare un video in cui sembro la versione sfiatata e un po’ ridicola di Sophia Loren mentre dico muovendo il bacino alla napoletana: con i classici non si sbaglia mai…
      in quanto ai super mercati, lasciami essere un po’ bohémienne, ma io gli preferisco le bancarelle del mercato, dove tutti mi salutano e consigliano cosa prendere e cosa invece evitare e dove vago sempre sola.
      ti abbraccio e non sai quanto mi piacerebbe rivederti anche dal vivo!

  • Marghe ha detto:

    Affascini e metti buonumore. Sei sexy e insieme sei casa.
    Sei proprio come la pasta al ragù <3

  • Federica ha detto:

    Oddio…con questa ricetta hai catturato il mio cuore!!!

  • Nicol ha detto:

    Non posso non riconoscermi in ogni singola parola.
    Al racconto aggiungerei solo una lotta continua con due gatti, in base ai piatti che preparo.
    Uno mi fa disperare con pesce e carne e l’altro con verdure e dolci.
    Ah, ogni tanto me li ritrovo con le zampe infilate in brick del latte o bicchieri di acqua, nel mio set, mentre cerco posate o strofinacci.
    Ma è bello vedersi così, e i vicini, beh saranno sicuramente strani anche loro!
    In quanto alla ricetta, congelane una scatoletta che vengo a prendere questo benedetto ragù visto che mi hai fatto venire fame alle 9 di mattina!! 😀
    Bacetti

  • lacaprino ha detto:

    Io un cane e due piccoli animaletti di diversa statura che qualcuno chiama bambini. Tutti nelle inquadrature, tutti a rubare. I vicini poi non è sembrano strani, ma ti assicuro che lo sono forte! Il mio frigo è pieno di scatolette, non ti resta che venire. Bacissimi anche a te!

  • Paola ha detto:

    Dopo avermi vista tornare a casa con due tavole di legno più alte di me, sfornare torte che prima di finire tagliate, si fanno il giro sotto la finestra, tutte imbellettate e preparate; dopo avermi vista spostare 100000 volte la stessa forchetta, parlare da sola, cambiare 40000 stoffine, imprecare contro l’obiettivo, esaurirmi a salire e scendere dallo scaletto, farmi lividi sulle gambe; dopo avermi vista trascinare sempre un po’ più in là il set per rincorrere l’ultimo spiraglio di luce; dopo aver visto tutto questo, ormai sono sicuri che io tanto normale non lo sia. Sapessero quanto mi diverto, però 🙂 E se fossi stata tua vicina, mi sarei autoinvitata a casa tua per un giro di tagliatelle al ragù 🙂

    • lacaprino ha detto:

      Quindi in definitiva, se poi non apprezzassero il risultato finale dopo cotanta fatica, non ci rimarrebbe che essere internate in un rifugio per matte, dotato di cucina e di un’ottima esposizione! Ti abbraccio Paoletta!

  • Monica ha detto:

    Ecco, io faccio sempre il ragù ‘di casa’ quello che anche io ho imparato dalla mamma, appreso dalla sua di mamma e non so che tipo di ragù sia, ma so che è il mio ed è buono. Quello alla bolognese non l’ho mai fatto, ma dev’essere buonissimo e poi…ecco, io ringrazio sempre di non avere ‘vicini troppo vicini’ , perché altrimenti mi manderebbero pompieri, carabinieri e pure la neuro a volte 😀

    • lacaprino ha detto:

      Confesso che ho sapientemente oscurato i vetri per non rischiare che mi vedessero nelle mie acrobazie in cucina, ma le foto? quelle sono difficili da occultare, soprattutto quando sono in bilico sulla sedia fuori ad un balcone davvero troppo piccolo 🙂
      Ti confesso che sono rimasta di sasso nel leggere che non hai mangiato la bolognese :-D…urge rimedio, è uno sballo, credimi. Baci Monica!

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